D-Day Green Pass. Domani il giorno del pre-giudizio. Basta violenza no-vax e sì-vax

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Speriamo che domani non ci siano pazzi per strada, davanti le scuole, interruzioni di pubblico servizio e botte di Stato.
Per favore fermiamoci, recuperiamo un minimo di buon senso, di serenità e lucidità. Riesumiamo parole vecchie come rispetto, dialettica, democrazia, Costituzione.

Non mi piace il clima che si sta generando. Lo vedo giorno dopo giorno, in tv, sui giornali, nelle piazze. Violenza ideologica, politica e mediatica da una parte, mi riferisco agli assertori, fan e ascari dello “Stato etico sanitario”, sempre più arroganti e incattiviti, e violenza becera dal basso (giornalisti aggrediti e medici inseguiti sotto casa).

Ormai è chiaro: siamo alla vigilia di un “regime”, di cui ci sfuggono le forme future (riflessione: la pandemia è l’apripista di una società-Recovery? Con un nuovo Welfare, una nuova organizzazione del lavoro e della collettività? Perimetri obbligati per avere i soldi da Bruxelles, come intelligenza artificiale, digitalizzazione (il mondo come un Grande Fratello, tutti in smart working), transizione energetica, sono neutri o già pieni di nuovi contenuti da imporre che presuppongono, nel nome di una modernizzazione a senso unico, lo smantellamento della società come l’abbiamo conosciuta finora?). Un “regime in progress” che comunque sta usando parole sbagliate, atteggiamenti sbagliati, proposte folli.

Gli italiani sono ormai ripartiti in buoni e cattivi, guelfi e ghibellini, perfetti e sbagliati. E la comunicazione ufficiale e governativa sta calcando la mano per dividere i cittadini, creando odio sociale, contrapposizioni, caccia alle streghe (“chi non si vaccina muore e fa morire gli altri”).
Attenzione: chi di violenza colpisce, di violenza perisce. Se quotidianamente sentiamo dire che i non vaccinati sono untori, è colpa loro se il virus continua, vanno messi al bando, sono eversivi, ignoranti, terrapiattisti, fanatici; devono pagarsi le cure se si ammalano di Covid (e con gli obesi o i fumatori, che pure loro pagano le tasse, come la mettiamo?), non devono andare in giro perché contagiano, non devono lavorare, insegnare, fare il loro mestiere, solo perché non hanno offerto il braccio al sistema, e per il momento, si muovono nella legalità, visto che non c’è ancora de iure (de facto sì), l’obbligatorietà del vaccino, poi non si può evitare una reazione violenta uguale e contraria da parte dei diretti interessati. Che come in Francia, non hanno altre occasioni per farsi sentire, visto che le tv tutte allineate, pubbliche o private, sono uniformi nel propagandare il “pensiero unico vaccinista”.

La violenza è sempre sbagliata: solidarietà al professor Bassetti o ai giornalisti vittime di aggressioni. Ma gli esperti e i comunicatori sono tutte vittime? I giornalisti sembrano accecati da questa nuova religione. In nessun panel, da mesi, si dà spazio a opinioni diverse, se non per demonizzare, ridicolizzare chi fa dei semplici distinguo. Sono due anni che assisto alle stesse retoriche, ideologiche, stucchevoli, ossessive trasmissioni: numero di morti e di positivi (terrore del Covid e salvezza del vaccino). Mai una trasmissione che affronti il tema dei vaccinati che contagiano, che si ammalano, o che muoiono non per il vaccino, ma “dopo” il vaccino (basta leggere i dati Aifa). Sembra che coralmente tutti rispondano a un ordine di scuderia ben preciso. E che date le odierne difficoltà, il rallentamento della campagna vaccinale, l’ordine è “velocizzare al massimo”.

Cosa temono gli esperti, che i cittadini acquistino consapevolezza, contezza della verità? Che anche i vaccini non salvano? Che le varianti sono proprio il frutto della vaccinazione che ha modificato il virus? Che si sono infilati in un tunnel che prevede almeno 10 richiami? O che altro?

I cosiddetti no-vax sono tutti pazzi, esaltati o qualcuno è anche dubbioso, perplesso o libero pensatore?
E chi si vaccina è saggio, altruista, etico, o pure lui è legittimamente timoroso di morire di Covid (come chi non si vaccina è timoroso di morire per il vaccino?). E’ lesa maestà, una bestemmia equiparare le due paure? O siamo al dogma “bene-male”?
Per non parlare degli esperti. Se fossi in Bassetti, Galli, Crisanti, Capua, Burioni, anziché polemizzare con i cosiddetti dissociati, o avventurarsi in proposte da prima pagina, me la prenderei con la classe politica, che ha lasciato alla scienza il cerino in mano.
Era la politica a dover mediare tra sicurezza, rassicurazione, pedagogia pubblica e bene comune, con provvedimenti razionali ed equilibrati, conciliando libertà e salute collettiva.
Invece gli esperti sono stati costretti a muoversi e comunicare come sacerdoti, dimenticando che la scienza è empirica, soggetta a conferme o smentite, secondo studi e aggiornamenti continui. Una nuova religione, prodotta dalle loro ripetute esternazioni, che ha dato l’illusione al popolo di pretendere dallo Stato non la cura, ma l’eterna salute. Uno Stato, ex liberale (libertà al massimo, Stato al minimo), ora etico-sanitario (Stato al massimo, libertà al minimo), può garantire l’immortalità ai suoi cittadini? E qual è il confine tra cura e utopia, illusione?

Altrimenti c’è qualcosa che non viene spiegata: magari il mix tra controllo sociale, consenso politico facile e assicurato, direttorio politico prossimo venturo e business economico (il costo dei medicinali, dei posti letto per pazienti Covid, la vera ragione per cui non si dà il via ai tamponi salivari, la guerra ad AstraZeneca)? Dove non è arrivato il sogno globalista (il governo mondiale dell’economia), per la reazione sovranista, ora implosa, arriverà lo Stato etico-sanitario?

Quando parliamo di fascismo, nazismo, comunismo, noi pensiamo a Mussolini, Hitler, Stalin e alle loro dottrine. Ma il totalitarismo è uno schema che purtroppo ci appartiene nel profondo e ritorna ciclicamente nella storia con forme nuove. Ha due regole elementari: pensiero unico e lager, gulag per chi dissente. Lager psicologici, ideologici, lavorativi, sociali.

I medici, i virologi, gli epidemiologi onnipresenti in tv, stanno già pagando per questa religione che li ha incartati a un ruolo che non è il loro. Quando si smentiscono, si contraddicono (e gli esempi sono tanti: dai vaccini sperimentali dati per sicuri, dal minimizzare le reazioni anomale, la vaccinazione eterologa prima negata poi enfatizzata), sbagliano, dimostrando però la loro vera e giusta essenza: la scienza è empirica, non è una fede. E’ sempre in evoluzione. Ma se diventa una religione (vaccinarsi è un atto di scienza non di fede), le ripercussioni, a fronte di ambiguità e correzioni, sono devastanti. La gente quando vede queste ritrattazioni, sempre comunicate con retorica ed assolutismo mediatico, si preoccupa e pensa che tutto il castello sia truffaldino e falso.

Di cosa hanno paura gli esperti, che il caos del Covid, porti a una nuova filosofia e realtà sanitaria (cure domiciliari, altri protocolli), che smonti la loro professionalità, l’ordine professionale, il loro essere casta? Che arrivi la “sanità fai da te”? Medesima paura dei giornalisti di Palazzo, che col cartaceo vendono poche copie, ma continuano a parlare, pontificare, a nome dell’informazione, al posto dei giornalisti social che condizionano e formano molto di più l’opinione pubblica?
Ma parole “come ci saranno sicuramente 30mila morti”, se non ci vacciniamo tutti (frase ieri del professor Sileri), sono pericolose. Sono una minaccia, un ricatto, pure se pensate e dette con legittima coerenza professionale (secondo scienza e coscienza, e ognuno ha la sua) e onestà intellettuale. E poi, in quanto ai morti previsti dall’Oms, stesso discorso: è una chiesa che parla o una società privata che prende soldi da Cina, Francia e Usa? Una affidabilità tutta da valutare e soppesare, come andrebbero approfondite le consulenze rispetto a Big Pharma di molti soloni in camice bianco che imperversano in tv.

Concludendo, il regime totalitario nasce sulla spinta di due forze speculari: la paura (di chi si vaccina per non morire di Covid e di chi non si vaccina per non morire di vaccino, i dati Aifa parlano chiaro), e la violenza.
Appello: basta aggressioni, intimidazioni, liste di proscrizione (redatte dai no-vax), basta manifestazioni che interrompono servizi pubblici, modello “gilet gialli”, ma anche basta “andiamo a prendere a casa i non-vax”, “staniamoli”, “sono eversori” e via dicendo.

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