Elezioni, analisi dei risultati e scenari per il ballottaggio

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A Milano, Napoli e Bologna vincono al primo turno i candidati del centrosinistra Sala (57,71%), Manfredi (63,16%) e Lepore (62,00%). A Roma sarà ballottaggio tra Michetti (30,44%) e Gualtieri (27,03%). Idem a Torino dove la sfida sarà tra Lo Russo (43,67%) e Damilano (38,92%). Il centrodestra conquista la Regione Calabria, con il forzista Occhiuto al 54,41%.

Questi in sintesi i risultati del primo turno delle elezioni amministrative. Ma oltre i numeri ci sono le considerazioni politiche. Il centrodestra ha perso, e il grande sconfitto è soprattutto il leader della Lega Matteo Salvini. Non tanto per i dati in sè, ma piuttosto perché è uscita pesantemernte sconfitta la sua idea dei “candidati civici”.

A Milano si è scelto Luca Bernardo, un perfetto sconosciuto dal punto di vista politico, a scapito di politici del calibro di Gabriele Albertini e Maurizio Lupi. Con loro il centrodestra avrebbe vinto? Forse no, ma forse avrebbero perso meno rovinosamente, come fece Parisi cinque anni fa contro Sala e non si sarebbe parlato di Caporetto del centrodestra. Ora non resta che sperare nei ballottagi di Roma, Torino e Trieste. Gli unici candidati che per ora si salvano sono quelli scelti da Fratelli d’Italia, Michetti a Roma, e quelli indicati da Forza Italia, Di Piazza a Trieste e Occhiuto in Calabria. Damilano è invece un indipendente, vicino alla Lega, ma non a quella di Salvini, ma di Giorgetti, la Lega draghiana di governo.

Per il Movimento 5 Stelle la sconfitta è netta. A Roma nessuno era pronto a scommettere che la Raggi potesse andare al ballottaggio, ma che arrivasse quarta, addirittura dopo Carlo Calenda, questo forse nessuno lo aveva azzardato. E ieri sera l’ultima brutta figura, quando presentandosi ad urne ancora aperte a commentare i risultati elettorali che in quel momento la davano in terza posizione, l’ormai ex sindaca ha dichiarato di essere l’unica alternativa in campo contro le corazzate, centrodestra e centrosinistra. Invece prima di lei è arrivato Calenda. Unica oasi felice per i grillini è Napoli con la vittoria di Manfredi, dove non a caso Giuseppe Conte è andato a commentare i risultati elettorali. Ma anche qui i pentastellati hanno poco da esultare visto che il loro futuro ormai è segnato; inutili se stanno da soli o stampella del Pd se si alleano. 

Il centrosinistra può cantare vittoria, anche se la partita adesso si gioca tutta su Roma. Enrico Letta, neo deputato dopo la vittoria alle supplettive nel collegio di Siena, dovrà fare il possibile per portare Gualtieri alla vittoria, altrimenti in caso di sconfitta i risultati del primo turno saranno una vittoria di Pirro. Gualtieri ha già iniziato a strizzare l’occhio tanto alla Raggi che a Calenda, al diavolo e all’acqua santa. Ma che riesca a raccogliere l’elettorato che al primo turno ha votato il sindaco uscente e il leader di Azione è tutto da vedere. A giudicare dai primi commenti la strada appare tutta in salita.  Letta spera in un intervento di Conte, che in veste di leader indichi ai 5Stelle un appoggio convinto al candidato Pd. E l’ex premier una mezza concessione l’ha fatta dicendo che non saranno fatti regali alla destra. Ma l’elettorato dei 5S è talmente fluido che sarà molto difficile per chiunque, si chiami Conte o Di Maio, assicurare a Gualtieri il tesoretto di voti della Raggi.

 

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