Elezioni. Punita l’incoerenza. Ora vince l’antipolitica di Palazzo e del non voto

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Tre parole per spiegare i nuovi flussi elettorali. Ieri abbiamo parlato di “effetto-Draghi”: ossia, la narcosi del quadro politico (il grande centro) che ha obbligato i partiti o a schierarsi fideisticamente col nuovo corso tecnocratico-sanitario, o contro. Creando una popolazione di omologati ai diktat della nuova casta e di ribelli impotenti (extraparlamentari).

Le altre due parole, che trattiamo in questa sede sono: coerenza e antipolitica. Chi è andato a votare ha punito di fatto l’incoerenza dei leader: tante parole, slogan, ma pochi fatti.

La Meloni, pur crescendo dovunque, non ha sfondato. Segno di un’opposizione non tanto radicale, ma parecchio furba. La definizione “opposizione patriottica”, del resto, si presta a parecchie interpretazioni di vario segno: “Complimenti a Draghi, sì alla campagna vaccinale, con qualche distinguo su singoli temi”. Il tutto condito dalla consapevolezza di battersi su battaglie inutili che non passano al vaglio del parlamento. Quindi, solo per mettere bandierine elettorali.

Salvini ha pagato l’ambiguità della strategia di lotta e di governo. L’essere dentro e fuori dalle scelte di Palazzo Chigi. Cosa incomprensibile per molti italiani. Che invece hanno capito quanto certe battaglie valoriali (il medesimo discorso vale per Fdi), battaglie speculari al Pd, con relative polemiche astratte e ideologiche (ius soli, Ddl Zan, legge Fornero, migranti, voto ai 16enni etc), siano avulse dalla realtà, dalle decisioni vere.

Premiata al momento la sinistra delle città, per il semplice fatto di aver assunto posizioni chiare e coerenti col contesto governativo.

Altra parola: l’antipolitica. Che porta inesorabilmente al commissariamento della politica e al distacco fisico, sancito dall’astensione in netta crescita.
Il grillismo, storicamente, ha ottenuto questo risultato: si è trasformato in partito di potere, cambiando casacca, deludendo milioni di cittadini, e ha creato le condizioni per l’avvento degli esperti, dei tecnici, dopo la stagione dei dilettanti allo sbaraglio, degli incompetenti. E il direttorio tecno-finanziario-sanitario di Draghi, ha fatto riflettere un italiano su due: se tanto la politica non conta più nulla, è limitata al solo spettacolo inutile, e conta solo la casta al comando, la democrazia è morta.
Meditate gente, meditate.

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