No vax morto a Ferrara, IppocrateOrg non c’entra e annuncia querele

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IppocrateOrg è un movimento che raggruppa una rete internazionale di medici, ricercatori, operatori della sanità, operatori del sociale che si è costituita proprio con l’avvento del Covid 19. In questi mesi i suoi medici sono stati spesso sotto accusa da parte soprattutto del sistema mediatico, perché hanno avuto la “grave colpa” di dimostrare come con le cure precoci sia possibile sconfiggere il Covid salvando vite.

Non gli si perdona il fatto di aver contraddetto la strategia portata avanti in tutti questi mesi dal Ministero della Salute e dall’Aifa, con l’imposizione di un protocollo basato sulla vigila attesa e sulla somministrazione della sola tachipirina, che ha impedito a molti medici di poter curare i pazienti con i medicinali che ritenevano più efficaci.

Abbiamo parlato dell’attività di questa struttura e presentato le terapie messe in campo dai medici di IppocrateOrg con straordinari risultati, intervistando nelle scorse settimane il direttore del servizio assistenza Antonio Palma (LEGGI QUI) che ci ha raccontato come nel centro, a partire dal mese di ottobre 2020, siano stati curati con successo oltre 60mila malati di Covid.

Eppure nonostante ciò, questi medici continuano ad essere trattati dalla stampa mainstream come degli stregoni, accusati non di salvare vite, ma di mettere a rischio la salute delle persone e di fiancheggiare la propaganda dei non vax. Da quando poi sono stati invitati in Senato da un gruppo di parlamentari della Lega ad illustrare i vantaggi delle loro terapie, l’ostilità nei loro confronti è aumentata a dismisura.

L’ultimo violento attacco contro IppocrateOrg è arrivato in questi giorni, con i media che hanno riportato la notizia di un 68enne definito no vax (tanto per ribadire che chi non si vaccina crepa e in fondo gli sta pure bene) che sarebbe deceduto per Covid a Ferrara dopo essersi rivolto inizialmente proprio ad IppocrateOrg. Il tutto con l’obiettivo di correlare la morte del soggetto in questione alla presunta inefficacia delle cure praticate nella struttura. 

Ora, come ci ha ben spiegato il dottor Palma nell’intervista, perché le cure precoci possano essere effettivamente efficaci è necessario che si intervenga sul paziente immediatamente, senza far passare inutilmente i giorni; ma in questo caso sembrerebbe addirittura che la notizia sia destituita di ogni fondamento. Il 68enne deceduto non si sarebbe in realtà mai rivolto ad IppocrateOrg.

La smentita è arrivata direttamente dal presidente Mauro Rango che ha dichiarato: “Questa persona non ha mai contattato IppocrateOrg. Denunceremo tutti i notiziari che hanno mandato in onda questa notizia. E’ una falsità assoluta”.

Basterà questo per porre fine alla campagna denigratoria contro dei medici che in totale scienza e coscienza pongono la salute dei pazienti innanzi a protocolli sanitari a dir poco discutibili? Anche se questo è l’auspicio, è però molto difficile crederlo, se si pensa che mai come in questa epoca si è assistito ad un completo appiattimento del sistema dell’informazione ad un’unica narrazione sanitaria, ad un pensiero unico che, tranne rarissime eccezioni, unisce tutti i canali televisivi, pubblici e privati. Ma la verità, prima o poi dovrà venire a galla, perché per quanto la si cerchi di manipolare, i fatti hanno la testa dura, sono duri a morire, proprio come i tanti pazienti salvati da IppocrateOrg. 

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