Quella giornata calda di portuali, lavoratori e forze dell’ordine

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MANIFESTAZIONE CONTRO IL GREEN PASS NO IN PIAZZA DEL POPOLO

I Carabinieri si tolgono i caschi. I portuali che dicono: “Bloccheremo il porto se sarà obbligatorio il Gp dal 15 ottobre. 40% di noi non ce lo ha. Tra noi lavoratori siamo compatti”. Il sottosegretario alla Salute Costa parla di revisione del Green Pass dopo Natale. A Milano i lavoratori che gridano “venduti venduti venduti” ai sindacalisti della Cgil. 

Ma niente niente il sistema sta depistando su retorica fascista di quattro gatti perché la paura vera è la saldatura tra mondo del lavoro, studenti e no green pass? Quelli che sta vivendo l’Italia sono momenti difficili.

Dovevano partire a giugno le proteste e lo sapevano tutti, c’erano veline su veline dei servizi che avvertivano del periodo caldo in avvicinamento. Allora hanno tamponato i licenziamenti, ma ora non sarà più possibile. Quel che manca non è tanto l’assenza di alternative, quanto l’onestà intellettuale trattandosi di vite umane e famiglie in difficoltà. L’impressione è che la comunicazione non sia veritiera, che il popolo sia trattato come ingenuo, e se non si interviene socialmente riuscendo a creare nuovi posti di lavoro o ammortizzatori degni in questa situazione si prevede un autunno caldissimo.

Non si capisce sinceramente la scelta di perdere così tanto il contatto con  i cittadini, di andare giù duro fino in fondo e fino allo stremo. Non sembra una scelta lungimirante.

A buttare carne sul fuoco delle agitazioni poi c’è quell’ordine “di non essere ‘interventisti’ affinché uscissero fuori i fasci di Forza Nuova che avevano preso il controllo del corteo, acquattati tra i 5mila manifestanti”, si leggeva ieri in un flash del sito di Roberto D’Agostino sugli scontri di sabato e l’assalto alla Cgil. “Castellino e Fiore sono stati arrestati evidenziando così la natura eversiva della manifestazione”, ha spiegato il sito. Organizzare il disordine per gestire l’ordine? Sarebbero queste le accuse che si leggono sui social. Vecchie tentazioni da strategia della tensione…

Il problema è che volenti o nolenti si iniziano a vedere le piazze sempre più piene. E che a fascisti e antifascisti non interessa nulla del popolo che chiede diritti e di non perdere il lavoro, mentre alla gente interessa sempre più sganciarsi da ogni bandiera e non farsi distrarre dalla battaglia. Prepararsi a un autunno caldo.

 

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