Miracoli da Quirinale, Berlusconi si riscopre assistenzialista e grillino

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Comprendere Silvio Berlusconi da un po’ di tempo a questa parte è peggio che risolvere l’enigma della sfinge. Perché le sue strategie appaiono confuse, contraddittorie, a tratti paradossali. Fa l’europeista e l’antisovranista ma si tiene stretti i sovranisti come alleati; insiste nel dire che Forza Italia è alternativa alla sinistra ma poi nel governo fa asse fisso con il Pd di Letta. Ora scopriamo che si è addirittura convertito sulla strada del reddito di cittadinanza di cui fino a ieri chiedeva a gran voce l’abolizione definendolo un incentivo a non lavorare e a non produrre, un regalo ai fannulloni.

Ma non è tutto, perché addirittura il leader forzista arriva a strizzare pure l’occhio ai 5Stelle riconoscendogli dei meriti, dopo aver sempre detto che erano il peggio della politica. La svolta inaspettata arriva con un’intervista al quotidiano Il Tempo, e non è certamente casuale che stavolta non abbia scelto Il Giornale, forse consapevole di come certe dichiarazioni sarebbero potute risultare decisamente stonate al direttore Augusto Minzolini e ai lettori del quotidiano di famiglia, da sempre allevati a “pane e antigrillismo”.

“Gli importi che sono finiti a dei furbi che non ne avevano diritto sono davvero poca cosa rispetto alle situazioni di povertà che il reddito è andato finalmente a contrastare” ha detto Berlusconi, in pratica smontando tutta la narrazione che il centrodestra, e gli azzurri in particolare, hanno portato sempre avanti dipingendo la misura bandiera dei 5Stelle come puro sperpero di risorse pubbliche.

I pentastellati inoltre non sono più degli incompetenti, dei buoni a nulla, dei personaggi in cerca d’autore come li ha definiti varie volte in passato, ma “i grillini meritano rispetto, sono diversi da noi ma sono nati per cambiare”. Ce n’è pure per il loro leader Giuseppe Conte verso il quale manifesta stima e rispetto sul piano personale, pur ribadendo che dal punto di vista politico le differenze restano rilevanti. E qui sembra di assistere ad uno scambio di cortesie e amorosi sensi, visto che già Conte quando era ancora premier non mancava di elogiare “l’opposizione responsabile e costruttiva di Berlusconi e di Forza Italia” in antitesi a quella “becera” di Salvini e della Meloni.

Parole che hanno sorpreso molti ma non i 5Stelle, che leggono nella strizzatina d’occhio di Berlusconi un tentativo di avvicinamento in vista dell’elezione del nuovo Capo dello Stato.

Il Fatto quotidiano per esempio azzarda un’ipotesi molto plausibile. Dopo che il forzista Gianfranco Miccichè, autore dell’alleanza con Italia Viva in Sicilia, ha rivelato che i renziani sarebbero pronti a votare Berlusconi al Colle, conti alla mano il leader di Forza Italia potrebbe avvicinarsi molto al quorum richiesto, considerando tutti i parlamentari del centrodestra, la stragrande maggioranza dei delegati regionali che saranno di centrodestra, e anche una buona parte dei deputati e senatori del gruppo misto di area centrista. Ecco quindi che il sogno coltivato per anni, stavolta a Berlusconi sembrerebbe a portata di mano. 

E’ molto difficile che dal Movimento 5Stelle possa arrivare un via libera per il capo di Forza Italia, ma è comunque meglio evitare gli scontri, smussare gli angoli, archiviare le ostilità, aprirsi al dialogo.E chissà che alla fine nel segreto dell’urna qualche “aiutino” non possa arrivare anche dai grillini?

Il pressing del resto sarebbe in atto anche in certi ambienti del Pd. Sempre Il Fatto rivela: “Berlusconi nei fatti, è già in campagna elettorale. Sabato, come ha raccontato il Corriere della Sera, ha inviato una brochure ai parlamentari del Partito democratico. In copertina c’è una sua foto sorridente e a braccia alzate, mentre all’interno sono riportati alcuni interventi dell’ex premier su liberalismo, cattolicesimo e garantismo. Insomma: si tratta di un modo per cercare di conquistare qualche voto anche tra i moderati dem”.

Una vera e propria “campagna acquisti” alla luce del sole e senza sotterfugi. E se Parigi per qualcuno valeva una messa, il Quirinale vale senza dubbio uno spot pro grillini .

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