Coraggio Italia sotto assedio: Renzi e Berlusconi a caccia dei voti decisivi

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Pochi, bistrattati ma ricercatissimi. Stiamo parlando dei centristi di Coraggio Italia, il movimento fondato dal presidente della Liguria Giovanni Toti e dal sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, che in queste ore ha i riflettori puntati addosso. Eh sì, perché i parlamentari del gruppo, 23 alla Camera e 7 al Senato, potrebbero risultare determinanti nell’elezione del prossimo Capo dello Stato, e quindi le loro mosse sono attentamente monitorate.

Repubblica riferisce di un forte malcontento all’interno del centrodestra per  il flirt creatosi fra Toti e Matteo Renzi con l’idea di federare i gruppi parlamentari di Italia Viva e Coraggio Italia. Il presidente della Liguria ha un rapporto molto stretto con il leader della Lega Matteo Salvini, anche perché la Lega è il principale alleato in Liguria. E stando ai rumors, il governatore avrebbe assicurato “il capitano” che i suoi parlamentari non si metteranno di traverso alle indicazioni provenienti dal Carroccio. Intanto però i rapporti con Renzi vanno avanti. Toti come riporta sempre Repubblica ha chiarito: “Con Matteo Renzi ci siamo parlati e ho appena mandato un messaggio a Clemente Mastella. L’idea è quella di unire forze e partiti. Non nasciamo contro il centrodestra, ma per bilanciarlo. Conviene anche a loro non lasciare quest’area alla sinistra. Credo che Salvini lo abbia capito”.

Forse Salvini lo avrà pure capito ma Silvio Berlusconi non troppo: e se Toti è costretto a tenere buoni rapporti con la Lega, altrettanto deve fare il sindaco di Venezia con il leader di Forza Italia. Ancora Repubblica riferisce di incontri sempre più frequenti di Brugnaro con Berlusconi, e ovviamente al centro dei colloqui c’è la candidatura di Silvio al Colle.

Berlusconi non si fida degli alleati e guarda con sospetto l’avvicinamento fra Renzi e Toti. Teme insomma sgambetti, magari per fare posto a Pierferdinando Casini, il candidato preferito dal leader di Italia Viva. Così marca stretto Brugnaro e altri parlamentari del gruppo, soprattutto ex azzurri che starebbe cercando di riportare a casa. Il Corriere della Sera riferisce di nervi molto tesi nel gruppo, dopo aver appreso dei tentativi del Cav di svuotare Coraggio Italia; al punto che Gaetano Quagliariello intervistato da Il Fatto quotidiano ha lanciato un messaggio chiaro in direzione del leader azzurro: “Prenderci 2 o 3 parlamentari e indispettirne 30 è una cosa politicamente stupida, perché finisce che nessuno lo vota”. Della serie: attento, perché se ci scippi parlamentari poi nel segreto dell’urna ti impalliniamo.

Insomma, è caccia all’ultimo voto per il Quirinale in attesa di iniziare a giocare a carte scoperte. Tutto resterà coperto almeno fino al 31 dicembre quando ci sarà il discorso di fine anno del Capo dello Stato. In quella sede Sergio Mattarella dirà una volta per tutte cosa intende fare. Se manterrà fede a ciò che ha detto fino ad oggi, ovvero che non sarà disponibile in nessun caso ad accettare una riconferma, allora si apriranno ufficialmente i giochi; ma se il Presidente dovesse lasciare aperto anche un minimo spiraglio, allora i sogni di gloria di chi sente il Quirinale a portata di mano potrebbero infrangersi definitivamente.

 

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