Green pass verso l’abolizione totale: chi spinge e chi frena

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Green pass addio entro maggio? Stando alle ultime notizie riportate dall’ Ansa, dal prossimo primo maggio potrebbe decadere l’utilizzo del certificato verde.

Eppure pochi giorni fa la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni aveva paventato uno scenario diametralmente opposto, ovvero la volontà del governo di prorogare il green pass di 18 mesi dopo il 31 marzo, prorogabile di altri 18, con l’intento di mantenere l’obbligo di esibizione del pass per altri tre anni, fino al 2025.

Uno scenario che appariva altamente credibile anche in virtù della curva dei contagi in forte risalita. Nelle ultime ore i nuovi contagi sono stati 48.886 contro i 35.057 di domenica scorsa. I positivi totali sono quindi in crescita, di nuovo vicino al milione.

Come detto ecco che l’Ansa rivela una nuova indiscrezione, secondo la quale  fra le ipotesi al vaglio del governo ci sarebbe quella di eliminare ogni genere di certificazione verde per poter accedere ai luoghi al chiuso, dai ristoranti, ai cinema fino ad altre attività. Provvedimento che dovrebbe entrare in vigore dal primo maggio. L’intera questione sarà però discussa fra qualche giorno dal Consiglio dei Ministri, quando dovrebbe essere messa a punto una sorta di road map per uscire dall’emergenza.

I primi allentamenti, sembra ormai certo, scatteranno già dal primo aprile, poi da maggio dovrebbero subentrare altre riaperture. Il decreto sulla road map per l’allentamento delle misure dovrebbe essere licenziato dal Consiglio dei ministri entro questa settimana.

Da aprile sparirà anche il sistema delle zone colorate che si basava su tre indicatori: la percentuale di posti letto occupati in terapia intensiva, quella relativa ai letti disponibili nei reparti ordinari e l’incidenza settimanale (nuovi casi di positività al Covid-19) ogni 100mila abitanti.

Si starebbe inoltre pensando di trasformare il super green pass per gli over 50 in una certificazione verde base. Il green pass sul lavoro potrebbe essere comunque esteso almeno fino al 15 giugno. La data del 15 giugno indica la fine dell’obbligo vaccinale per gli over 50, che resterà in vigore anche dopo la fine dello stato di emergenza.

Quindi ricapitolando, il nuovo decreto dovrebbe contenere queste misure:

primo aprile: stop al super green pass nei luoghi all’aperto, in ristoranti e bar e sui trasporti pubblici; il certificato dunque non servirà per gli esercizi commerciali all’aperto. Cade anche l’obbligo di green pass, sia base che rafforzato, per hotel e strutture ricettive, servizi alla persona, sport all’aperto, musei e mostre. Così come per uffici pubblici, poste, banche, sagre e fiere oltre che per le feste all’aperto e per le cerimonie pubbliche.

primo maggio: via l’obbligo di certificato per i luoghi al chiuso, ovvero gli esercizi commerciali ma anche i cinema, i teatri e gli stadi; cadrà anche l’obbligo di Ffp2 per assistere a concerti ed eventi sportivi;

primo giugno: stop all’obbligo di mascherine sui mezzi di trasporto pubblico;

15 giugno: fine dell’obbligo vaccinale per gli over 50, che per entrare al lavoro non dovranno più mostrare il super Green pass.

Come affermato dal sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri a Primo Piano “il green pass sarà rimodulato fino a scomparire”. Nella maggioranza sta aumentando il pressing sul governo perché allenti il più possibile le restrizioni, un fronte che ormai accomuna Lega, Forza Italia, M5S, Italia Viva e anche pezzi del Pd. Il leader della Lega Matteo Salvini, è tornato all’attacco nelle ultime ore: “Benzina, luce, gas, pane, frutta e verdura, aumenti fuori controllo. Abbiamo chiesto a Draghi di intervenire subito, con tutti i soldi necessari, bloccando Iva e accise, e sospendendo restrizioni e divieti che ostacolano il lavoro, a partire dal super green pass”.

Posizione che però non sembra troppo in linea con quella del Ministro della Salute Roberto Speranza che ha dichiarato: “L’impegno del governo è quello di superare lo stato d’emergenza. E superare lo stato d’emergenza non significa d’un tratto magicamente essere fuori da ogni vincolo, perché il Covid continua a essere una sfida con cui fare i conti”. Sulla stessa linea anche la delegazione governativa di Forza Italia, in contrasto però con il partito nazionale che invece è allineato con la Lega nel chiedere il superamento delle restrizioni, posizione sostenuta dallo stesso Berlusconi. Anche il Pd invita alla cautela, ma nemmeno fra i dem mancano i distinguo.

Ad ogni modo le misure sono ancora all’esame e nel governo e fra gli esperti c’è chi non si fida troppo del “tana libera tutti”. C’è chi ad esempio ritiene necessario mantenere il tampone negativo per salire a bordo dei mezzi pubblici, almeno su quelli a lunga percorrenza. Su una cosa però un po’ tutti gli esperti ormai concordano: mantenere il super green psass non ha alcun fondamento scientifico visto che dal punto di vista sanitario è stato appurato non servire a nulla. Se ne saprà di più nelle prossime ore.

Altro nodo da sciogliere riguarda le scuole e la proposta di abolire l’obbligo di quarantena se si entra in contatto con un positivo. Anche su questo punto i pareri sono discordanti e c’è chi consiglia di rinviare la decisione ad un successivo decreto.

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