Tassisti, proteste in tutta Italia. Quanto durerà lo sciopero

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Sembra aprirsi uno spiraglio nella difficile vertenza dei tassisti contro il Ddl concorrenza. Nell’articolo 10 si delega al governo l’adozione di un decreto per modernizzare i servizi del trasporto pubblico non di linea, taxi e Ncc impegnandosi a garantire “una miglior tutela del consumatore”.

Quella di ieri è stata una giornata ad altissima tensione, dopo che martedì sera cinque tassisti si erano incatenati davanti a Palazzo Chigi. Le sigle sindacali del settore sono state molto chiare chiedendo esplicitamente che la riforma del Trasporto Pubblico Locale esca definitivamente dal Ddl concorrenza e sia affrontata nell’ambito di una concertazione con la categoria che tagli fuori le multinazionali private.

La denuncia dei tassisti arrivati a Roma da tutta Italia è un vero e proprio grido d’allarme. “Il Ddl concorrenza – spiegano – pone i tassisti sullo stesso piano di società private, per giunta straniere che nemmeno pagano le tasse in Italia. I privati pretendono di svolgere gli stessi servizi del taxi ma senza adeguarsi alle stesse regole”. Il tutto mentre i tassisti devono accollarsi, oltre al costo dell’acquisto delle licenze che è elevatissimo soprattutto in una città come Roma, anche i costi per acquistare il taxi, effettuare i passaggi di proprietà, provvedere ai tagliandi e alle revisioni. Con una concorrenza “spietata” come quella delle multinazionali private il rischio di veder diminuire il lavoro è molto concreto.

In poche parole, mentre il tassista è tenuto ad applicare il tassametro e a rispettare tariffe fisse e orari imposti dal Comune, le auto del servizio privato possono concordare liberamente il prezzo con l’utenza. In più c’è il problerma degli Ncc, ovvero il servizio di noleggio con conducente che, a detta dei tassisti rappresenta un altro schiaffo alla leale concorrenza. Infatti molti Ncc esercitano a Roma con licenze acquistate in altre regioni dove il costo delle stesse è molto più basso. Insomma, una giungla che andrebbe in qualche modo regolamentata. I tassisti chiedono quindi una regolamentazione del settore del trasporto pubblico e vogliono che ciò avvenga con il contributo attivo del Parlamento. 

Dopo che ieri si sono avuti momenti di forte tensione con lancio di lacrimogeni, petardi, cortei, contestazioni, da parte della maggioranza di governo è arrivata una disponibilità a rivedere l’articolo 10 del Ddl concorrenza per venire incontro alle esigenze dei tassisti. E’ prevista per oggi una riunione di maggioranza dove si discuterà l’eventualità di riformulare l’articolo 10. Soluzione che però lascia perplessi i tassisti che restano fermi sulle loro decisioni: stralcio dell’articolo 10, prosecuzione della riforma del servizio già avviata nel 2019, riapertura di un tavolo di confronto con l’esecutivo. 

Si chiede insomma di tornare alle proposte di riforma del governo Conte che prevedevano: una maggiore regolamentazione per Uber sulle tariffe e sugli orari di lavoro, l’introduzione del foglio elettronico per i Noleggi con conducenti, così da poter registrare ogni movimento, e la creazione di una piattaforma digitale in cui dovranno essere iscritte tutte le piattaforme che vorranno fare un servizio taxi in Italia.

Per il leader della Cgil, Maurizio Landini, sussiste la possibilità di stralciare l’art. 10, dovendo però fare i conti con “tutta l’evoluzione che nel settore c’è sul terreno dell’innovazione digitale”. A chiedere una riscrittura dell’articolo è invece il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, che sottolinea la necessità di “identificare chi fa che cosa tra Ncc e taxi, definendo con più esattezza ruoli e funzioni”. Un appello al governo a discutere e dialogare arriva invece dal leader della Cisl, Luigi Sbarra, che indica come obiettivo quello di trovare “soluzioni equilibrate e condivise”.

Sta di fatto che da ieri i taxi sono introvabili in tutte le principali città italiane e la protesta non sembra destinata a fermarsi. Altri due giorni di scopero generale sono previsti per il 20 e 21 luglio in attesa che da Palazzo Chigi arrivino risposte. Il servizio oggi resta ancora fermo a meno che dalla Camera, dove in Commissione Attività Produttive prosegue l’esame del Ddl concorrenza non arrivino delle risposte tali da convincere i tassisti a sospendere l’agitazione.

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