Fisco, ammortizzatori sociali, formazione, sostenibilità, contrasto all’abusivismo e alla marginalità delle imprese e un giro di vite sulla giungla delle compagnie aeree a basso costo. Stavolta è una categoria professionale a suggerire un programma d’interventi al governo e non viceversa.
Il turismo organizzato traccia l’agenda delle priorità da indirizzare al prossimo Parlamento e al Governo che succederà a quello di Mario Draghi. Dalla Federazione Turismo Organizzato di Confcommercio arriva un documento di ampio respiro che elenca le richieste chiave rivolte alla politica.
Innanzitutto, agenzie di viaggi e operatori turistici si focalizzano sulla concorrenza sleale e sul fenomeno dell’abusivismo rispetto a quanto previsto dal Codice del turismo, una piaga che «si riversa poi sul cliente finale che non gode delle tutele fornite dalle aziende a norma», spiega il documento di Fto, che auspica «una maggiore presenza dello Stato sui territori e nel nuovo mondo digitale».
Poi il piano d’azione chiede di rivedere i regimi fiscali e contributivi per le imprese di settore, dato che la tassazione in Italia «è tra le più alte in Europa e ciò incide con forza sulla possibilità di assumere nuove risorse e sull’impossibilità di fare investimenti». Un altro punto cruciale riguarda il riassetto degli ammortizzatori sociali, calibrato soprattutto sulle grandi realtà, quando invece il tessuto economico italiano è fatto soprattutto di Pmi: ecco perché «è indispensabile una rivisitazione della cassa integrazione».
La Fto suggerisce pure di attivare crediti di imposta per famiglie e semplificare le regole del welfare aziendale per stimolare la domanda turistica soprattutto in un periodo di forte pressione inflazionistica.
«Il turismo – spiega il presidente di Fto, Franco Gattinoni – contribuisce in forma diretta con il 5,5% al Pil, percentuale che sale al 13,2% aggiungendo valore indiretto e indotto. Noi del turismo organizzato generiamo un volume di ricavi pari a 13 miliardi di euro con 10mila imprese e 40mila addetti e abbiamo un ruolo fondamentale nella governance dei flussi e fa da volano per l’intera filiera turistica. Riteniamo che la classe politica adesso impegnata in campagna elettorale debba e dovrà garantire massima attenzione alle istanze di un settore che contribuisce in modo decisivo a fare grande il marchio Italia nel mondo».



