Italia alla canna del gas, fine del progresso

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Come va con il progresso? Non esiste più. Almeno per l’Italia che è alla canna del gas, è proprio il caso di dirlo.

“Facciamo parte di un’ epoca la cui civiltà corre il pericolo di essere distrutta dai mezzi della stessa civiltà” diceva Friedrich Nietzsche. E infatti la realtà italiana rischia di tornare indietro di anni e anni. Gli ungheresi, che hanno come premier il vituperato Viktor Orbán, passeranno l’inverno al caldo. Noi staremo al freddo e a digiuno. Ma per l’italiano medio va davvero tutto bene si chiede Paolo Borgognone?…. Anche quando il 90% del mondo vivrà nella modernità e solo noi torneremo al medioevo?

A dare man forte a questo tipo di ragionamento ci ha pensato Peter Gomez che si è detto d’accordo con Matteo Salvini: “L’analisi che fa su quello che stanno pagando l’Italia e l’Europa per via delle sanzioni è corretta. Ha un torto quando dice che la Russia non ha conseguenze, ne ha meno di quanto fosse previsto. Previsto da Enrico Letta, da Mario Draghi e da buona parte degli osservatori che sostenevano che con le sanzioni la Russia sarebbe andata a carte quarantotto in poco tempo”.

Ma cosa sta succedendo davvero? Secondo diversi accusatori Eni avrebbe bloccato il prezzo del gas con la Russia 10 anni fa con un contratto e continuerebbe a pagarlo a quel prezzo mentre a noi applicherebbe il prezzo determinato dalla borsa di Amsterdam. Sarà così davvero?

Presto scopriremo quanto ci costano anche i dubbi.

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