Astenuti e affluenza: gli italiani non sono più gli stessi

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Partiamo dai dati come nei problemi. Si è potuto votare un giorno solo.
Poi un altro dato, di media ci sono voluti 15 minuti a registrare l’elettore, perché c’era il cosiddetto tagliando antifrode che non ha agevolato le operazioni.

L’affluenza alle urne, alle 19, era del 51,16% degli aventi diritto con dati relativi al totale dei 7.904 Comuni. Quella definitiva è del 64%. Dunque si è registrato un calo rispetto alle scorse elezioni politiche. 46.127.514 sono stati gli elettori aventi diritto al voto a queste elezioni del 25 Settembre 2022.

Va da sé che la bassa affluenza non ha reso attendibili i sondaggi, visto che questi sono fatti su campioni rappresentativi di tutta la popolazione italiana. Su quale categoria abbia avuto più spinta ad andare ai seggi (statali, autonomi, pensionati) non è dato saperlo. Ma sicuramente a Roma centro va registrata un’affluenza sensazionale, quindi la ricchezza ha espresso il voto.

Dunque in Italia abbiamo meno dell’8% di italiani che sono andati a votare rispetto alle scorse elezioni.

Tra le regioni con l’affluenza più alta, anche se sempre inferiore se confrontata con le ultime elezioni, ci sono: Lombardia (58,81% contro il 62,81); Toscana (58,07% contro il 63,87%); Emilia Romagna (59,80% contro il 66,98%); Lazio (53,18 contro il 54,47).
Tra quelle con l’affluenza più bassa ci sono: Basilicata (41,27% contro il 53,13%); Campania (38,72% contro il 52,52%); Molise (44.04% contro il 56,46%); Calabria (36,92% contro il 49,64%) e Sardegna (40,48% contro il 52,20%).

Una domanda sulla disillusione politica di molti qualcuno dovrebbe farsela. Incluso capire il disastro in tal senso dei governi del competente di turno con tutti dentro o quasi e misure oscene come il greenpass per lavorare. Indicativa anche l’alta astensione al sud che significa che gli elettori del nord sceglieranno da quali liste del Sud dovranno essere presi i parlamentari.
Quindi anche se gli elettori del sud avranno votato in massa la lista A ma quelli del nord quella B… Gli eletti al sud saranno quelli della lista B.

Giustamente c’è chi commenta che l’astensione al sud significa anche apparecchiare la tavola per gli sciacalli di ogni provenienza, che sistematicamente toglieranno opportunità di lavoro, di sviluppo, di realizzazione di infrastrutture e di progetti personali per il futuro di ogni giovane.
Un’altra paura è che questa non scelta diventi autolesionistica.

Con la vittoria del centrodestra ci potrebbe essere l’autonomia differenziata delle regioni.
D’altronde come diceva Hannah Arendt “coloro che scelgono il male minore dimenticano presto di aver scelto il male”.
È comunque questo il “partito” che ha vinto le elezioni. Il partito risultato primo.

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