VOTO 5. Il flop degli alternativi al sistema. I partiti social non contano

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L’unica giustificazione che si può dare al flop dei cosiddetti alternativi, è che se si fosse votato a dicembre, magari la protesta nei confronti del sistema-Draghi, dello Stato etico-sanitario, della dittatura del Green Pass, del partito atlantista delle armi, rabbia rafforzata dagli effetti del caro-bollette e dai relativi danni economici a famiglie e imprese, avrebbe assunto altre proporzioni.

Ma tant’è. Così non è stato e forse non sarà più. Il 25 settembre per loro è stata un’occasione mancata. Che difficilmente si può ignorare, cancellare.
Se parliamo col senno di poi, e siamo nel campo delle ipotesi, se ci fosse stato il cosiddetto campo largo (Azione, Pd, sinistra e grillini insieme) la Meloni non avrebbe vinto; oppure, se sommiamo i voti degli ex-populisti (visti dalla pancia del Paese, e cioè Lega, Fdi, grillini), sarebbero il primo partito, a dimostrazione che questa parola non è ancora morta.

I numeri, del resto, fanno male. Italexit non è riuscito a superare la soglia del 3%, nonostante le premesse lusinghiere. Paragone si è fermato all’1,90%. Peggio è andata a Italia sovrana e popolare, a Vita e ad Alternativa per l’Italia. Diluiti nella voce “altri”.

Ora i diretti interessati cercheranno di vedere le cose in positivo: tipo, si è aperta comunque una nuova fase, i semi germoglieranno, abbiamo fatto il possibile, se la prenderanno con i media, il poco spazio e il poco tempo etc.

Ma la verità va chiamata per nome: queste realtà si sarebbero dovute unire e non dividersi sulla base di individualismi sterili e competizioni inutili (molto speculari ai grandi partiti). Presentatisi in ordine sparso, non sono riusciti a rappresentare quel 30% di astensionismo, che evidentemente cerca ancora un partito nuovo, realmente capace di federare ogni protesta (economica, pandemica, energetica, militare etc).

C’è un sovranismo populista che evidentemente ancora crede nei partiti tradizionali (Fdi, Lega, grillini), e un sovranismo di base purtroppo relegato unicamente ai social.
E i partiti-social, magari fanno il pieno di like, ma il vuoto di voti.
E i partiti non sono fan club o partiti personali-padronali, ma comunità vive e appassionate (almeno dovrebbe essere così).
Staremo adesso a vedere come reagiranno al flop. Magari alle prossime elezioni si presenteranno insieme.

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