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A Napoli il primo laureato del Polo universitario penitenziario della Federico II

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Tossicodipendenza e sovraffollamento sono le emergenze della realtà carceraria campana, come ha sottolineato qualche giorno fa il Garante regionale dei detenuti illustrando la relazione del 2022. «Su 6853 detenuti, 1356 sono tossicodipendenti, il 60% utilizza psicofarmaci – ha spiegato – il loro diritto alla salute dei detenuti resta un grave problema, così come quello del sovraffollamento. Basti pensare che il numero totale delle persone presenti nelle carceri della Calabria, 2104, coincide con quello dei soli detenuti nel carcere di Poggioreale».

Eppure, anche da una realtà così spiacevole emerge una notizia davvero edificante come la laurea, a Napoli, del primo studente del Polo universitario penitenziario della Federico II. È stato proclamato dottore in Scienze Sociali con 110 e lode, il massimo dei voti, discutendo la tesi dal titolo “Lo studio negli istituti penitenziari: il valore educativo tra formazione, resipiscenza e recidiva. Education and imprisonment”, seguita dal professore Roberto Serpieri.

Lo studente, dopo aver conseguito il Diploma di scuola superiore nella Casa circondariale di Secondigliano, dov’è attivo il Polo universitario penitenziario federiciano, si è iscritto al Corso di Laurea triennale in Sociologia portando a termine brillantemente e nei tempi il suo percorso formativo. Da alcuni mesi ha ottenuto la semilibertà, così ha potuto concludere il suo percorso sostenendo gli esami e discutendo la tesi nelle aule del Dipartimento di Scienze Sociali.

La prima laurea di uno studente del Pup è un risultato altamente significativo per il neodottore, ma anche per l’ateneo e per l’amministrazione penitenziaria della Campania. Ed è un’esplicita conferma dell’efficacia dell’attività intrapresa con grande impegno da tutti i docenti che insegnano al Polo penitenziario, dai tutori, dalla polizia penitenziaria, dagli operatori, ma principalmente dagli studenti detenuti che si dedicano allo studio per il proprio futuro, per dare senso al tempo della carcerazione e per guardare alla libertà con speranza e con occhi nuovi.

Il Pup Federico II, coordinato dalla delegata del rettore Marella Santangelo, è la prima realtà universitaria penitenziaria del Mezzogiorno, conta il più alto numero di iscritti e di corsi erogati e ha attivato il primo tirocinio interno all’istituto. Nato da un progetto di collaborazione tra l’Università degli Studi di Napoli Federico II e il Provveditorato dell’Amministrazione penitenziaria della Campania, ha sede nel Centro Penitenziario di Secondigliano, in cui sono state destinate agli studenti detenuti due sezioni, la sezione “Ionio” per i detenuti in regime di alta sicurezza e la “Mediterraneo” per quelli di media sicurezza. All’interno delle sezioni gli studenti hanno un regime diverso, hanno le celle aperte tutto il giorno, spazi per lo studio, per le lezioni, per l’incontro con professori e tutori.

Sono 8 i Dipartimenti federiciani coinvolti, più di 100 a semestre i docenti che vi insegnano e 19 i tutori tra studenti e dottorandi impegnati nel progetto.

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