Meloni al G-7, più dei comunicati stampa poterono le foto. Il significato della partecipazione italiana al summit tra i grandi della Terra a Hiroshima è ben rappresentato da una serie di istantanee che faranno, a loro modo, la storia.
Abbiamo visto la nostra premier impegnata in vigorosi, calorosi e spontanei abbracci con alcuni tra i primi protagonisti della politica mondiale di questi anni: da Volodymir Zelensky a Ursula von Der Leyen. Persino la foto opportunity con Emmanuel Macron presenta un qualcosa di confidenziale, ancorché i sorrisi dei due risultino un po’ rigidi. Ma l’istantanea che farà sicuramente epoca è quella del presidente americano Joe Biden che tiene per mano la Meloni come un anziano padre con la giovane figlia.
Mai vista una cosa simile. Mai visto un premier italiano esibire tanta confidenza con i massimi rappresentanti delle grandi nazioni del mondo, neanche si trovasse in una cena tra vecchi compagni di classe. Eravamo abituati alle immagini del passato, che ci consegnavano espressioni e volti ingessati in austeri cerimoniali.
L’unica foto un po’, diciamo, colorita fu diffusa al tempo del Conte I, nella quale si vedeva il presidente del Consiglio italiano giocare a biliardo con la premier britannica Theresa May. Ma non era che uno dei tanti, mesti tentativi di riparazione al disastro di immagine che ci piombò addosso quando Donald Trump chiamò “Giuseppi” il nostro capo del governo. Un vero schiaffo, non solo a Conte, ma all’Italia intera.
Ecco, diciamo che la manina di Biden a Meloni è una giusta riparazione all’umiliazione subita per il “Giuseppi” di Trump, la dimostrazione, piaccia o non piaccia, del fatto che siamo cresciuti nella considerazione internazionale.
C’è comunque da dire che Giorgia non è la prima a percorrere la strada di quella che potremmo chiamare diplomazia degli abbracci e della confidenza. Il primo fu indubbiamente Silvio Berlusconi. Inarrivabile fu l’allora premier italiano quando si fece fotografare con la bandana in testa in compagnia di Tony Blair e della moglie Cherie per le vie di Porto Cervo. Ma, a parte il fatto che il premier britannico pare non abbia gradito di essere immortalato in compagnia del capo del governo italiano acconciato in tal guisa, a parte questo, è bene precisare che le iniziative “goliardiche” di Berlusconi (pensiamo solo a quando fece le corna, come uno scolaretto dispettoso, in una foto di gruppo tra premier e capi di Stato) non sono mai state apprezzate dai grandi della Terra. Pare che a Jacques Chirac non si potesse neanche nominare il leader italiano senza che il presidente francese reagisse con una certa irritazione. L’unico ad aver dimostrato sincera ammirazione per Silvio è stato Vladimir Putin. Ma, vada sé, non è cosa che è possibile di questi tempi ricordare con molta disinvoltura.
Tornando alla Meloni, si può senz’altro dire che questa sua diplomazia degli abbracci è la dimostrazione del discreto peso internazionale che attualmente è attribuito all’Italia. E va anche aggiunto che tale circostanza rafforza la premier sul piano della politica interna, non fosse altro perché smentisce clamorosamente coloro che paventavano l’ “isolamento internazionale” dell’Italia se la “destra sovranista” avesse conquistato il governo del Paese.
Rimane però il fatto che non andiamo verso tempi tranquilli. Il comunicato finale del G-7 è molto duro con la Cina. Se non è una sorta di ultimatum su Taiwan e sui rapporti tra Pechino e Mosca, poco ci manca. E pare che Xi Jinping l’abbia presa piuttosto male. C’è poi la questione della fornitura degli F16 all’Ucraina. La Meloni pare sia disponibile al fatto che piloti italiani forniscano addestramento ai loro colleghi di Kiev. Ma siamo sicuri che i cacciabombardieri in arrivo in Ucraina non serviranno anche a colpire obiettivi militari in territorio russo?
Certo, l’Italia ha preso una posizione netta sulla scena internazionale. E questo è da molti apprezzato. Ma le cose si potrebbero mettere male. E, purtroppo, non basterebbe più la diplomazia degli abbracci a tirarci fuori dai guai in caso di escalation militare.



