Elon Musk in Italia, il Governo lo corteggia: «Investa da noi»

venerdì, 16 Giugno 2023
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«Italy is disappearing!», l’Italia sta scomparendo, cinguettò Elon Musk ad aprile commentando i dati diffusi dall’Istat sul fenomeno dell’inverno demografico nel nostro Paese. Cinquantadue anni, da Pretoria, Sudafrica, naturalizzato statunitense, Elon Reeve Musk ha combattuto a modo suo la denatalità mettendo al mondo ben sette figli. Personaggio enigmatico e difficilmente intellegibile, è l’uomo più ricco e spregiudicato del mondo. 

Tesla è l’auto elettrica con cui fa sognare milioni di giovani millenials; Twitter è il suo megafono; con Space X, la società aerospaziale che ha fondato nel 2002, vuole andare su Marte. Dal punto di vista imprenditoriale ha il pelo sullo stomaco: ha licenziato migliaia di persone dalle sue aziende e a quelli che sono rimasti ha chiesto orari di lavoro mostruosi. «Quando acquisì Twitter, gli epiteti che alcuni dipendenti proiettarono all’esterno del quartier generale della società a San Francisco sono entrati di diritto – ha commentato Giuseppe Soda, professore ordinario di Organization Theory & Sociale Network all’Università Bocconi – nella storia del capitalismo recente e delle relazioni tra proprietà e lavoratori dipendenti. Da “bambino” a “parassita supremo”, da “dittatore” a “oligarca fuorilegge” sono alcuni esempi, tra l’altro tra i più teneri, delle scritte apparse per pochi minuti e subito diventate virali grazie a un video con 2,7 milioni di visualizzazioni in meno di due giorni». La concezione che Musk ha dei rapporti tra azienda e dipendenti è ben sintetizzata nella mail del 16 novembre 2022 in cui il nuovo proprietario di Twitter «firmandosi con un confidenziale Elon – continua Soda – ha scritto a tutti i dipendenti mettendoli di fronte a una scelta netta da prendere in poche ore: o aderire a un modello definito “hardcore”, caratterizzato da lunghi orari lavorativi ad alta intensità, oppure lasciare l’azienda. La mail si concludeva dicendo che i dipendenti che non avessero accettato l’adesione al nuovo modello entro le 17 del giorno successivo avrebbero ricevuto tre mesi di stipendio e un arrivederci per sempre».

Ecco, l’uomo è questo, si sente legittimato dalla grande popolarità che gli deriva dal web per fare a pezzi il paradigma dei negoziati tra azienda e lavoratori. Anche per questo è considerato il simbolo estremo dell’ideologia tecno-liberista. Ora ha deciso di riportare l’uccellino blu a volare nei cieli d’Europa. A quali condizioni si vedrà, probabilmente le sue.

In questi giorni è apparso in compagnia di Giorgia Meloni a Palazzo Chigi per discutere, sì, di denatalità, ma anche di molto altro. Dopo, dall’aeroporto di Ciampino è volato da Macron. Vorrebbe investire ancora nel Vecchio Continente aprendo altre fabbriche di componenti per la Tesla. In Germania c’è già. Per questo si è aperta un’asta europea per contendersi l’investimento del patron di Twitter, che, guarda caso, contrappone in questa fase, Italia e Francia. Il ministro degli Esteri Tajani si è portato avanti col lavoro: «Con lui ho parlato di automobile e aerospazio, settori dove l’Italia dispone di manodopera e tecnologia all’avanguardia. Il governo italiano è pronto a collaborare sulle sfide del nostro tempo come la cybersicurezza». La premier è entrata nel merito affrontando con Musk il problema della natalità in Italia e i rischi connessi all’Intelligenza artificiale. Ha salutato Musk sottolineando che l’Italia è il miglior paese dove investire: «Si ricordi di noi, Elon». Il ministero delle Infrastrutture pensa alla creazione di un polo di attrazione di investimenti italiani e di capitali esteri per favorire la realizzazione di giga-fabbriche di auto elettriche in Italia. In programma ci sono quelle che sorgeranno, nel giro di qualche anno, in Piemonte, Molise e Campania. Attualmente gli stabilimenti di Tesla dove si costruiscono motori, batterie, pannelli fotovoltaici sorgono negli Stati Uniti, in Cina e in Germania. Il governo vorrebbe che anche l’Italia diventasse casa di Musk.

Da parte sua, il magnate americano ha abbozzato anche perché pensa che gli investimenti nel Vecchio Continente siano interessanti, ma complicati: «In Europa c’è un accumularsi eccessivo di regole e leggi. L’Europa è come il gigante di Gulliver, legato a terra da troppi lacci e lacciuoli. Penso che eliminarne qualcuno sia una questione logica, nemmeno ideologica». Rifletterà e deciderà alla sua maniera. Intanto allontanandosi da Palazzo Chigi, a bordo della sua fiammante Tesla, ha esortato gli italiani: «Dovete fare bambini, fate bambini».

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