Governo. Voti in condotta, codice della strada, droghe, Figliuolo, l’88, fuga degli spin. LA PAGELLA

giovedì, 29 Giugno 2023
2 minuti di lettura

Amenità, stereotipi, fuffa, utopismi, contraddizioni. Fulmini e saette modello-vecchia destra e poi, frettolose retromarce ed eccessivi omaggi al politicamente corretto.

Questi sembrano i recenti ingredienti (vulnus, peculiarità, anomalie) di alcune scelte e di alcuni incidenti di percorso che stanno funestando da troppo il governo. Vediamoli in una sorta di pagella allegorica (ma non troppo).

1) Il ministro dell’Istruzione Valditara è intervenuto a gamba facendo abbassare da 9 a 7, e da 8 a 6, il voto in condotta dei ragazzi che a Rovigo, nel nome dei social o del “pensarsi liberi”, hanno sparato a pallini alla loro professoressa. VOTO: destra “ordine e regole”, che ripristina quindi, la legalità negli spazi pubblici e la vecchia pedagogia “autorevole-autoritaria” (dove ci si alza in piedi quando entra il docente in classe), smentite da decenni di catto-buonismo e sessantotto libertario-accademico. Domanda: col 7 o col 6 in condotta non si veniva bocciati? Invece, pur puniti, i rei o i loro sodali, saranno ugualmente promossi. Un colpo al cerchio sovranista e uno alla botte progressista. E’ la destra tardo-dc.

2) Cosa accadrà ora al Di Pietro “youtuber”, chiamato Matteo, adesso che il nuovo codice della strada di salviniana estrazione prevede pene molto più severe per chi guida in stato di ebbrezza, o sotto l’effetto di droghe, oppure sta al cellulare? VOTO: peccato che l’inasprimento normativo non abbia valore retroattivo.

3) Droghe leggere vs droghe pesanti? La Meloni nella giornata mondiale contro le droghe è andata giù “pesante”. VOTO: la destra, qualche volta, deve pur fare la destra, ma una legge per passare dalle parole ai fatti? Non ci basta la dotta citazione del filosofo contadino cattolico Gustave Thibon sulla libertà.

4) Arrivano i generali. Palazzo Chigi ha perso una grande occasione. Poteva scegliere Bonaccini come commissario per l’Emilia. L’avrebbe scippato e sottratto alla Schlein. E avrebbe potenziato l’opposizione interna al nuovo corso giacobino “anni Settanta” del Pd. VOTO: invece, ha prevalso la mistica dei militari (un vecchio sogno della destra anticomunista), e dell’efficientismo senza visione politica. Si è visto, infatti, quando il generale Figliuolo ha irreggimentato gli italiani col motto “Dio-patria-vaccini”.

5) Ormai è chiaro, la Lagarde con i suoi continui rialzi dei tassi vuole stoppare la ripresa economica italiana. E’ la vendetta per il nostro attendismo sul Mes? Anche Tajani se ne è accorto e si è indignato. VOTO: che pure Fi la più europeista del gruppo di centro-destra, comincia a diventare un po’ più sovranista?

6) Il ministro Piantedosi pensa di fermare l’antisemitismo negli stadi facendo il poliziotto politicamente corretto? In quanti sapevano che il numero 88 è proibito? VOTO: ma se ricorda Hitler, allora cominciamo a togliere dalle magliette tutti numeri che riguardano i gerarchi nazisti, fascisti, comunisti e inglesi (anche loro sono stati fortemente antisemiti).

7) La ministra della Famiglia Roccella non abolirà mai l’aborto, anche se dovesse capeggiare un partito antropologico-cattolico del 51% dei consensi e ha perfino aperto alla stepchild adoption. VOTO: reminiscenze radicali o nuova vicinanza della destra verso il mondo Lgbtq e altre varie lettere?

8) Spin doctor di governo che se ne vanno. A questo punto c’è un problema: Bernini, Sangiuliano, Casellati, Valditara, Urso, Lollobrigida, Meloni, Santanché. Tutti “secati” da Mario Sechi. VOTO: tutti via per ragioni familiari oppure i capi della destra non comunicano con i comunicatori e viceversa? Un consiglio ai ministri: assumete l’intelligenza artificiale col programma speciale “battitacchi”.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.