Sono tornate le Winx. La loro nuova missione? Promuovere il turismo nel nostro Paese con una miniserie firmata Farnesina, il nuovo tentativo promozionale del Governo ha fatto subito scalpore, con l’uscita del trailer ufficiale si conferma tutto. Prepariamoci ad un nuovo flop.
Dopo il fallimento della Venere influencer, il Governo sembra aver ingenuamente deciso di riprovarci. Questa volta l’infausto compito di promuovere il turismo nel Bel Paese toccherà alle fate più famose d’Italia. Tuttavia, si tratta di una missione forse troppo lontana dalla loro natura.
L’espediente sarà la ricerca di una gemma preziosa, la trama un’avventura itinerante tra le meraviglie del nostro paese, il problema invece sarà proprio il concept del progetto, a prima vista sbagliato su più livelli.
La prima perplessità riguarda sicuramente la scelta del soggetto, perché proprio le Winx? Certo la “Venere social” era difettosa, ma quantomeno coerente con il tema della cultura italiana che voleva promuovere. Le 4 fate disgraziatamente elette a guide turistiche d’eccezione sono un prodotto italiano di successo, nulla più. In altre parole, sembrano capitate come per sbaglio nel mezzo del festival dell’italianità, forse in questo caso il patriottismo avrebbe dovuto cedere il passo alla qualità.
Quindi perchè queste iniziative continuano a puzzare di fallimento? Se con il primo tentativo sono sorti dei sospetti, questa volta sembrano confermati. Il Governo non sa come parlare alle nuove generazioni ed anestetizza la costante volontà di impressionare, continuando a deludere le aspettative.
Facendo un passo in avanti rispetto alla semplice campagna pubblicitaria in sé, la questione apre le porte ad un dibattito più profondo e probabilmente più importante. Come può un Governo che dichiara di voler puntare tutto sulle nuove generazioni, dimostrarsi in realtà così distante da queste?
Che si tratti di una fallimentare “operazione nostalgia” o di un ancora più fallimentare approccio ai giovanissimi, è chiaro che tra mittente e destinatario sia presente una barriera comunicativa non indifferente.
Se nelle dichiarazioni si parla addirittura di voler “riformare” una gioventù solida e consapevole, implicando automaticamente una certa sfiducia nell’attuale, sarebbe così sbagliato aspettarsi di essere quantomeno compresi?



