Campo largo sempre più minoritario: i numeri che spaventano Schlein

martedì, 8 Agosto 2023
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Il campo largo che tanto piace ad Elly Schlein, e che nelle intenzioni della segretaria dovrebbe portare all’alleanza con il Movimento 5Stelle, è sempre più illusorio.

Lo confermano i sondaggi, che in verità certificano anche il fallimento della nuova segreteria dem annunciata con grandi squilli di tromba e invece ben lontana dal decollare. Anzi, finora semmai ha perso pezzi e consensi, in pratica tornando alle percentuali dell’era Letta.

La fotografia scattata dall’ultima rilevazione di Euromedia Research, l’istituto diretto da Alessandra Ghisleri e riportata dalla Stampa è a dir poco impietosa. Il Partito democratico ha perso dall’ultima rilevazione di metà luglio lo 0,2 per cento e si trova al 20,8. Non va meglio ai 5Stelle che perdono  lo 0,5 restando inchiodati al 16%.

Il centrodestra sta al 44,8% con Fratelli d’Italia che guida la classifica saldamente al 27%. Appare quindi evidente come un’ipotesi di campo largo a sinistra resti minoritaria. e come i tentativi di un incontro fra Pd e 5Stelle sui temi della difesa del reddito di cittadinanza e del salario minimo non trovino negli elettori alcuna spinta propulsiva.

Ma è soprattutto la Schlein a registrare il fallimento maggiore. Doveva rilanciare il Pd spostandolo su posizioni più radicali, risvegliare l’anima movimentista della sinistra, riempire le piazze e guidare il fronte dell’opposizione alla Meloni. Non ha ottenuto altro risultato che aumentare la conflittualità interna e confondere ancora di più circa l’identità del Nazareno che non si capisce più se sia un partito politico o un collettivo, e soprattutto se abbia la capacità di costruire un’alternativa politica. Alternativa che al momento la segretaria è sembrata voler concretizzare inseguendo i 5Stelle sui temi comuni, con l’unico risultato di aver  accresciuto il solco con i moderati. Che comunque la si pensi rappresentano la maggioranza degli iscritti che al congresso hanno votato Stefano Bonaccini e si sono ritrovati segretaria la Schlein eletta nell’ambito di primarie dove hanno votato in larga parte persone che con il Pd non c’azzeccavano niente. E alla fine l’effetto Schlein tanto pompato dai giornali si è sgonfiato e il Pd è tornato alle percentuali che aveva con Letta.

Non solo, le elezioni amministrative hanno di fatto sconfessato la linea della segretaria, visto che dove il Pd si è presentato alleato dei grillini è uscito sconfitto, vincendo invece in quelle poche realtà dove ha mostrato un’identità riformista e moderata. Ormai appare a tutti evidente che l’effetto Schlein è stato soltanto un fenomeno mediatico, un tentativo non riuscito di smontare la novità rappresentata dalla prima donna premier della storia italiana, per giunta di destra, e costruire la Meloni di sinistra, opposta ma speculare alla leader di Fratelli d’Italia.

Per quanto riguarda i 5Stelle sono fermi ai numeri delle elezioni politiche di un anno fa contando soprattutto sul consenso dei percettori del reddito di cittadinanza concentrati principalmente al Sud. Un’ipotesi di campo largo con dentro oltre a Pd e M5S anche Verdi, Sinistra Italiana e Più Europa sarebbe dunque ad oggi minoritaria, arrivando appena al 40% contro il 45%% circa del centrodestra. Segno evidente di come la politica non è questione di numeri e non serva soltanto sommare le percentuali per vincere.

Del resto Pd e 5S sembrano competere sullo stesso terreno di gioco  in vista delle prossime elezioni europee e Conte ha tutto l’interesse a mantenere la propria autonomia se il Pd di Schlein continuerà a perdere consensi. Se il buongiorno si vede dal mattino si ha come l’impressione che il campo largo dovrà attendere ancora per vedere la luce e che non sarà probabilmente Schlein ad attestarsi il merito di essere riuscita a costruirlo.

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