Tajani come Caronte, a lui l’infelice compito di traghettare la nuova Forza Italia fino al congresso di Febbraio 2024, fino ad allora sarà caos. Come in un atomo destabilizzato, con Silvio se ne è andato l’equilibrio.
C’è da aspettarsi l’esplosione?
Ha tuttora uno strano sapore, Forza Italia dopo Berlusconi ha perso quello che probabilmente era il suo vero punto saldo. L’immagine ferma e rassicurante del Cavaliere, il genio comunicativo che l’ha resa grande. Ora tocca al Ministro Tajani e al suo team di fedelissimi, ma FI pullula di “dissidenti”.
Come si comporteranno le pecore “nere”? Forse per il partito è stato un bene che la scomparsa di Berlusconi sia arrivata solo dopo le elezioni, a Governo compiuto, ma il pericolo non può dirsi comunque scampato. Adesso per le componenti “anti-governative” potrebbe essere il tempo giusto per creare disordine. Oppure, come dichiarato in via ufficiale dal Ministro Tajani, accadrà davvero il contrario?
I nomi bollenti sono più di uno. Ronzulli, fedelissima del Cavaliere e protagonista della corrente minoritaria del partito, nei giorni scorsi si è detta aperta ad accogliere nel partito il leader di Italia Viva Matteo Renzi. Un segnale forse in apparenza insignificante ma che potrebbe indicare un primo “sgambetto politico” al vicepremier.
Al centro del mirino anche Cattaneo, vice di Tajani apparentemente devoto all’unità del partito che però, nelle ultime settimane, non ha esitato a contestare, più o meno velatamente, l’operato del Governo.
Infine il terzo elemento da tenere d’occhio, forse il più inaspettato, è Adriano Galliani. Candidato alle suppletive di Monza vuole agguantare il seggio dell’ex amico e collega Silvio Berlusconi.
Si può dire in generale che se l’obiettivo di Tajani è quello di arrivare al Congresso di Febbraio con un partito unito e maturo, non si può escludere che la minoranza interna abbia piani diversi. Un anti-Tajani da presentare al Congresso potrebbe essere la chiave di volta per sbloccare dall’interno il partito forse più stabile dell’ultima era politica. Stabile e composto, tuttavia, sotto un’ombra che oggi non c’è più. Che sia arrivato il momento di cambiare l’identità del partito? I sondaggi non possono certo rispondere direttamente al quesito, ma con la precipitosa caduta che FI e Lega stanno affrontando, il dubbio può dirsi sicuramente più fondato rispetto a qualche mese fa.
A questo punto Tajani dovrebbe guardare bene il meteo per la “traghettata” e procedere con cautela, sono 6 mesi in cui ci si può aspettare quella fatidica “goccia” di troppo, ma da dove arriverà?



