Famiglie italiane: “Facciamo un figlio?” “Meglio un cane”

giovedì, 24 Agosto 2023
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Se in Italia i cani spopolano, i figli sono sempre meno.
Si è infatti registrato un boom nelle case italiane, dove 35 milioni di persone convivono con 65 milioni di animali. Con questi numeri alla mano, l’economista Guido Guerzoni ha dichiarato: «Nel 2025 il numero degli animali da compagnia sorpasserà quello dei minori di 14 anni stando alle proiezioni demografiche».

Ma come mai si preferisce un animale domestico?
Di solito la motivazione alla diminuzione del tasso di natalità in Italia, che è persino ultima per nascite in Europa, è che non si dispone di abbastanza soldi o garanzie per mantenerli.
Queste scuse però non tornano. Se infatti guardiamo i dati del 1946, l’anno dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale e quindi con una situazione difficilissima, si vede come l’Italia era il paese che in Europa faceva più figli.

Stando a questo evidentemente non si tratta di crisi di soldi, quindi il problema, più che economico, parrebbe essere a dir poco esistenziale.
Forse il motivo principale è che ad oggi si punta tutto sull’individuo, il che ha portato alla distruzione del senso di comunità.
Ma le persone vogliono comunque compagnia ed ecco perché spesso prendono un animale domestico.
Forse lo fanno perché si pensa che un cane o un gatto siano meno problematici di un figlio.
In effetti gli animali sono sempre rispettosi e fedeli, non trasgrediscono quasi mai, non ci sono tutti gli innumerevoli pericoli a cui l’essere umano va in contro al giorno d’oggi. E poi possiamo dire ad un cane, un gatto, ciò che vogliamo, senza essere delusi o che ci rispondano per le rime. Anzi.

Spesso, soprattutto nel caso dei cani, obbediscono, cosa che non si può pretendere sempre e comunque da un essere umano. Insomma, tanti vantaggi e poche scocciature.

Ma conviene davvero avere un cane piuttosto che un figlio?
Di certo il mantenimento di un animale domestico non costa poco. Ad oggi ci sono tantissime industrie per il settore, interi punti vendita dedicati solamente al loro confort e benessere, mentre scarseggiano i negozi di articoli per la prima infanzia.

Gli animali vanno certamente rispettati e trattati bene, ma che prendano il posto di figli, dunque di esseri umani, è decisamente eccessivo.
Lo ha spiegato anche Eugenia Roccella, il Ministro per la Famiglia, la Natalità e le Pari opportunità. Infatti ha dichiarato: «C’è bisogno di una rivolta a difesa dell’umano. Non è ostilità contro gli animali, però ad esempio ai giardinetti sento alcuni padroni che chiamano i loro cani con nomi di persone. Questo tentativo di appaiare i nomi umani a quelli dei cani è sintomo di qualcosa, di un desiderio, un bisogno di affettività e di famiglia che c’è ma viene trasferito in maniera impropria sugli animali».

Gli italiani poi, per far fronte al calo delle nascite, dovrebbero riscoprire l’importanza di istaurare una relazione con gli altri esseri umani, oltre che con i simpatici amici a quattro zampe. Il tutto per tornare a vivere in una società in cui le case sono popolate da persone, i veri proprietari, mentre cane, gatto, tartarughe, uccellini, saranno semplicemente ospiti.

1 Comment Lascia un commento

  1. Le persone sono sempre più in difficoltà ad interagire col proprio simile? Anche con i propri figli, esistenti o potenziali?
    Ho tre figli, ormai grandi, e ho avuto un cane che era pienamente parte della famiglia.
    Ma come pensare di sostituire un figlio con un cane o altro animale domestico non lo posso capire.
    È solo uno dei segni di una società in crisi, credo.

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