Una premessa: chi scrive prova orrore per gli stupri, disprezzo assoluto per gli stupratori, e non accetta giustificazioni di sorta nei confronti di chi si macchia di un così ignobile e atroce reato.
Anni fa, quando scrivevo per un quotidiano della Tuscia, mi trovai a trattare il caso di una ragazzina di Montalto di Castro stuprata da un branco di minorenni. Ricordo ancora gli insulti che ricevevo, io così come gli altri colleghi che si occupavano del caso, da parte dei genitori dei baby stupratori che mi accusavano di aver messo alla gogna i loro bravi ragazzi: i quali secondo la loro versione erano stati provocati dalla vittima che accusarono di essere una poco di buono, una che si divertiva con tutti. Non ci fu verso di far loro capire che uno stupro è sempre uno stupro, anche se dall’altra parte ci fosse una “poco di buono”, perché non possono esistere attenuanti per una violenza sessuale.
Ciò per dire che non ho mai pensato minimamente di giustificare lo stupratore che si nasconde dietro luoghi comuni o banali. Però faccio fatica a capire lo scandalo provocato dalle dichiarazioni di Andrea Giambruno giornalista di Rete4 e compagno della premier Giorgia Meloni.
“Se vai a ballare, tu hai tutto il diritto di ubriacarti – non ci deve essere nessun tipo di fraintendimento e nessun tipo di inciampo – ma se eviti di ubriacarti e di perdere i sensi, magari eviti anche di incorrere in determinate problematiche perché poi il lupo lo trovi”. E’ quanto il giornalista ha pronunciato ieri durante la puntata di Diario del Giorno, scatenando l’ira social e diverse reazioni politiche da parte di esponenti della sinistra.
Ma dove sta lo scandalo? Non c’è nessuna giustificazione dello stupro nelle parole di Giambruno; c’è forse il consiglio che qualsiasi genitore darebbe alla propria figlia che esce per andare in discoteca: non ti ubriacare, attenta a chi frequenti, non salire in macchina con gli sconosciuti, non andare in posti isolati ecc.
E’ ovvio che se ci si ubriaca o si assumono sostanze stupefacenti è più facile diventare vittime di predatori sessuali, che possono approfittare di uno stato di alterazione psico-fisica o di una limitata capacità di intendere e di volere per agire. Quindi dire alle ragazze che quando si va in discoteca sarebbe meglio evitare di ubriacarsi, non vuol dire affatto criminalizzare la donna e offrire giustificazioni agli aggressori, ma avere a cuore la loro incolumità.
Ma poi, davvero possiamo considerare giusto e lecito ubriacarsi? Davvero dobbiamo essere così libertari e permissivi da dover per forza di cose riconoscere lo sballo come un diritto da non togliere ai giovani? Che differenza c’è fra il consigliare ad una ragazza di non ubriacarsi per non rischiare di finire stuprata, e invitare i ragazzi a non bere per poi non andare a sbattere con la macchina rimettendoci la vita o magari rischiando di ammazzare qualcuno? Eppure a sinistra è montata la polemica, perché si è detto che devono essere i carnefici ad essere educati e non le donne ad essere prudenti .
Su questo non ci piove, ma se esiste un pericolo concreto non è forse giusto mettere in guardia anche le potenziali vittime suggerendo alcuni comportamenti? E’ vero che il leone deve essere messo nella condizione di non nuocere, ma al bambino che va al circo non è forse lecito consigliare di non mettere la mano nella gabbia evitando il rischio che il leone lo aggredisca?
Una domanda sorge spontanea: ma se Andrea Giambruno non fosse stato il compagno di Giorgia Meloni le sue dichiarazioni avrebbero provocato così tanto scandalo? Il comportamento di chi a sinistra sta criticando il giornalista sembra proprio improntato a ribaltare il messaggio, come ha evidenziato anche Vittorio Sgarbi. In effetti da oggi nessun padre potrà più permettersi di raccomandare alla figlia che va a ballare di non ubriacarsi o drogarsi, di stare attenta, perché questo stando alla mentalità dei soloni di sinistra equivarrebbe ad una mortificazione della dignità della donna. Il mondo della sinistra è dunque sempre più al rovescio, senza scomodare troppo il generale Vannacci.



