Caso Apostolico, dopo lo scoop sul figlio ora chiarezza da Nordio

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Non si placano le polemiche fra politica e magistratura che vedono al centro il giudice di Catania Iolanda Apostolico.

Ricapitoliamo: il magistrato nelle scorse settimane ha rimesso in libertà alcuni migranti che erano trattenuti nel Centro di permanenza di Pozzallo in virtù del Decreto Cutro emanato dal governo Meloni e che, a detta della dottoressa Apostolico, presenterebbe vizi di costituzionalità. Il caso ha ovviamente acceso lo scontro politico, con la Lega in particolare che ha accusato il giudice di essere pregiudizialmente ostile al governo avendo partecipato in passato a manifestazioni di protesta contro i decreti sicurezza dell’ex ministro Salvini. Non solo, sempre il Carroccio ha diffuso foto e filmati in cui si vedrebbe l’Apostolico prendere parte a cortei in cui vengono contestate e insultate le forze dell’ordine senza che lei muova un dito. Da qui la richiesta di dimissioni del magistrato, difesa invece dall’Associazione nazionale Magistrati e dalla sinistra.

La giudice di Catania non soltanto non si è dimessa, ma nei giorni scorsi ha rilasciato altri migranti con le stesse motivazioni dei casi precedenti, e anche altri suoi colleghi l’hanno seguita contestando la legittimità del decreto governativo.

Ora un articolo del quotidiano Il Messaggero sembra destinato ad acuire le tensioni, gettando ulteriore benzina sul fuoco delle polemiche. Cosa è avvenuto? Sembra che il figlio della dottoressa Apostolico sia stato indagato in passato per violenza e resistenza a pubblico ufficiale, reato commesso durante un corteo organizzato a Padova dai Centri sociali contro un evento anti-abortista. Il ragazzo fu poi assolto ma, stando a quanto riporta il quotidiano romano, la madre sarebbe andata in tribunale testimoniando in suo favore e accusando le forze dell’ordine di aver usato violenze contro i manifestanti.

Il che ovviamente per la destra non fa che confermare l’orientamento politico di sinistra antagonista del magistrato, e quindi la sua assoluta faziosità nel pronunciare sentenze che hanno a che fare con provvedimenti del governo. La Lega è tornata all’attacco: “Iolanda Apostolico, magistrato, ha denunciato i manifestanti di Catania per aver oltraggiato le divise, apostrofate in modo indegno proprio di fronte ai suoi occhi? Eppure, quanta celerità nel difendere il figlio, a processo per degli scontri avvenuti a Padova l’anno dopo. Quante altre notizie devono ancora uscire prima che si arrivi a una soluzione chiara di una vicenda gravissima che mina la credibilità della giustizia?” Lo ha dichiarato la deputata della Lega e capogruppo in commissione Giustizia, Ingrid Bisa.

“Sulla condotta non equilibrata del magistrato Apostolico ormai esce quasi una notizia al giorno, oggi emerge che addirittura riuscì a far scagionare il figlio dopo che quest’ultimo aggredì degli agenti di Polizia durante una manifestazione. Insomma, ancora un atteggiamento di parte e non imparziale. La domanda però sorge spontanea: come mai fu così solerte in quell’occasione, mentre a Catania manifestò insieme all’estrema sinistra che insultava Salvini e le Forze dell’Ordine e non si accorse di nulla?” Così la senatrice Stefania Pucciarelli della Lega, capogruppo in commissione Esteri-Difesa a Palazzo Madama.

Insomma il caso dilaga, così come lo scontro fra politica e toghe. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio, in seguito alla presentazione di alcune interrogazioni parlamentari, ha dato mandato agli uffici ministeriali di acquisire il materiale giornalistico inerente il giudice Apostolico, ma ha chiarito che non c’è alcuna ispezione avviata nei suoi confronti, né un procedimento disciplinare in corso. E proprio la prudenza del ministro, che si è affrettato a smentire la notizia di un’attività ispettiva sul magistrato, la dice lunga su quanto la vicenda sia delicata. Del resto non sarebbe nemmeno facile il lavoro degli ispettori di fronte alla pressione mediatica che si sta registrando intorno alla vicenda, con le tifoserie politiche schierate e contrapposte e il Consiglio superiore della Magistratura che ha escluso iniziative. Un eventuale procedimento del Ministero nei confronti di Apostolico sarebbe chiaramente interpretato come un attacco all’indipendenza della magistratura e Nordio, alle prese con una difficilissima riforma della Giustizia, forse in questo momento preferirebbe evitare pretesti che potrebbero riacuire la guerra con l’Anm.

E’ pur vero però che se il comportamento dell’Apostolico è stato effettivamente inopportuno come lo stesso Nordio ha ammesso nel corso di alcune interviste, allora sarebbe giusto esaminarlo ed in caso sanzionarlo se ci sono i presupposti per farlo; se invece certe sue azioni pur discutibili sono state perfettamente legittime e quindi non vi sono motivi per avviare provvedimenti disciplinari, allora basta attaccarla per le sue sentenze, e si investa della questione di merito la Corte Costituzionale: la quale, se confermerà la piena costituzionalità del Decreto Cutro controfirmato dal Capo dello Stato, spunterà definitivamente le armi alla dottoressa Apostolico e ai colleghi allineati con lei che a quel punto dovranno far rispettare la legge e non avranno più facili scappatoie. Insomma, non servono equilibrismi, né ministri a “sovranità limitata” timorosi delle loro stesse azioni.

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