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Ultras violenti: vi racconto cosa mi è successo

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Per qualche strano motivo, le tifoserie calcistiche europee non sembrano in grado di controllarsi. Solamente ieri infatti, la partita tra Olympique Lyon e Olympique Marseille, derby estremamente sentito in tutto il sud della Francia, è stato annullata e rinviata a seguito di un brutale attacco degli ultras Marsigliesi contro il pullman della squadra allenata da Fabio Grosso.

Lo stesso Grosso, eroe dei mondiali 2006, è colui che ha avuto la peggio da questa imboscata. Tra i vari oggetti lanciati contro il mezzo che trasportava i giocatori del Lione, una bottiglia di birra, piena e chiusa, sarebbe riuscita a sfondare il doppio vetro del pullman, già scheggiato dai sassi lanciati in precedenza. La birra ha quindi colpito l’allenatore italiano a pochi centimetri dall’occhio, un colpo che lo ha costretto a ben 15 punti di sutura e che, fosse andato a segno pochi centimetri più in basso, sarebbe costato l’intero occhio a Grosso. Nonostante i sette arresti avvenuti nella serata di ieri, il sentimento per la federazione francese e della UEFA è quello di aver perso il controllo sui supporter. 

Non bisogna però pensare che questo sia un problema unicamente francese, basti pensare che nell’arco di due settimane sono molteplici i casi di scontri tra tifoserie di Serie A. Primi su tutti, come spesso nella cronaca, i tifosi del Napoli, che avrebbero aggredito i supporter milanisti dopo il pareggio di domenica allo stadio Maradona e che, settimana scorsa, sono stati protagonisti di  una vera e propria guerriglia urbana a Verona. Non tutta la colpa va ai partenopei però: i tifosi dell’Hellas sono infatti da anni accusati di razzismo, con cori del livello di “Niente ne*ri, Niente ne*ri” e “Ter*oni di me*da” contro la presenza di persone di colore e partenopei allo stadio.

Nel 2023, nonostante non ci siano statistiche complete, si stimano ben oltre i cinquecento tifosi daspati in Italia, 100 dei quali grazie ad una sola partita: Brescia-Cosenza del primo giugno, valevole per il campionato di serie B. I tifosi del Brescia infatti, dopo aver lanciato decine di fumogeni in campo, hanno costretto l’arbitro a interrompere la partita. Una volta sentito il fischio del direttore però alcuni ultras della Curva Nord (quella di casa) hanno quindi invaso il campo per scontrarsi con i tifosi del Cosenza.

Questi scontri assurdi non sono però presenti in tutti gli altri sport. Il caso più eclatante non può che essere quello del rugby. Lo Speciale è stato infatti a Lille, nel nord della Francia, per vivere in prima persona l’esperienza del mondiale francese. Eventi aperti a tutti, ragazzi di diverse nazionalità a giocare insieme nel cuore della città, birre offerte nel post partita e, nonostante la sconfitta della Francia in un controverso quarto di finale contro il Sudafrica, i tifosi francesi che accolgono a braccia aperte i sudafricani in un magnifico terzo tempo.

La domanda finale non può che essere una: di chi è la colpa di questo mondo del calcio dove addirittura i bambini vengono insultati e non possono spesso andare allo stadio per paura? Degli ultras violenti? Delle federazioni che non fanno abbastanza?  O della cultura stessa dietro allo sport?

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