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Francia, da Macron dure sanzioni contro il bullismo

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Per il governo francese la lotta al bullismo è considerata una priorità assoluta.
Così l’esecutivo di Macron ha introdotto nuove “Sanzioni rafforzate” e ha lanciato diverse iniziative volte a reprimere, soprattutto nelle scuole, questo increscioso fenomeno.

Ora il bullismo in classe e nei social media è riconosciuto come un reato e i tribunali avranno la possibilità di imporre sanzioni fino a 150.000 euro di multa e un massimo di 10 anni di reclusione.
Le vittime non saranno costrette a cambiare scuola, come di solito succede ma, con le nuove misure introdotte, gli autori del reato possono essere trasferiti in un altro istituto.
Inoltre, in ogni scuola dovrà essere presente un componente del personale dedicato ai casi di molestie.

In Francia il 12% delle vittime di bullismo tenta il suicidio e dopo il caso di un adolescente che qualche mese fa si è tolto la vita, Emmanuel Macron ha deciso di scendere in campo.
Il presidente ha inviato un messaggio pubblicato sui social “a tutti i giovani”.
“Prendere in giro, insultare, umiliare, emarginare un amico, a scuola o online, è molestia”.”Puoi contare sui tuoi genitori, sui tuoi insegnanti”.
Macron ricorda ai giovani che in Francia è attivo il «3018» il numero nazionale per le vittime di violenza digitale come molestie informatiche, revengeporn, ricatti via webcam, furto d’identità.
È gestito dall’associazione e-Enfance e il team è composto da professionisti, avvocati, psicologi ed esperti digitali.

Inoltre un pulsante dedicato è in arrivo su Instagram, Facebook e TikTok.
“Ti supportiamo. Ti aiutiamo a rimuovere i contenuti che incitano all’odio e a uscire da questa situazione.” ha detto Macron nel suo discorso ai giovani. “Porto questa lotta in Francia ma anche a livello internazionale, perché è lì che saremo più efficaci”

Il ministro dell’Educazione, Gabriel Attalè impegnato a fare della lotta al bullismo la priorità del suo mandato ha detto: «Anche io a 14 anni sono stato una vittima». E ha raccontato a una tv francese la sua esperienza personale.
Ha subito per diversi mesi in modo molto violento un’ondata di insulti e abusi sull’aspetto fisico
Inoltre, le offese riguardavano anche il suo orientamento sessuale del quale però all’epoca non aveva mai parlato con nessuno. “Quello che è stato difficile per me, e credo lo sia ancora per molti giovani oggi”, ha detto Attal “è la sensazione che non ci sia nessuno con cui parlarne». «Se mi sento così forte nell’impegnarmi sul tema del bullismo a scuola, è forse perché aver subito insulti mi ha forgiato e voglio fare passare il messaggio che c’è una fine alla sofferenza».

Da sei anni il 7 febbraio si celebra nel mondo la Giornata contro il Bullismo e il Cyberbullismo.
La Francia ha deciso che il problema richiedeva più di una ricorrenza durante l’anno e ha stabilito una propria data per la “Giornata nazionale di lotta contro il bullismo scolastico”, il 9 novembre.
In questa date associazioni ed esperti, ma anche trasmissioni televisive e radiofoniche dedicate ai bambini e agli adolescenti scendono in campo per dare un contributo, per sensibilizzare su questa emergenza.
Molti personaggi conosciuti e amati dai più giovani hanno raccontato le loro esperienze di angherie e sopraffazioni sui banchi di scuola.

Ma sono stati ascoltati anche i ragazzi vittime di bullismo perché l’obiettivo principale è la prevenzione, far capire che non sono più soli ed esortare le vittime a denunciare.
Per intercettare il pubblico dei giovanissimi un noto programma ha organizzato un live sul suo canale TikTok.

Diversi istituti in Francia, dall’asilo alle scuole elementari, stanno sperimentando con l’appoggio del ministro Attal, i corsi di empatia contro il bullismo.
Si tratta di un programma che arriva dal Nord Europa
“Fri for mobberi” o “liberi dal bullismo,” è un progetto danese nato vent’anni fa per sviluppare le competenze psico-sociali fin da piccoli.
I genitori sono coinvolti nel percorso e chiamati a interpretare con empatia i messaggi dei loro figli.
I bambini imparano a mettersi nei panni degli altri, a risolvere i conflitti e a esprimere le loro emozioni tramite l’uso di peluche, immagini e tecniche di “auto-massaggio”.
I paesi nordici sono stati pionieri nell’introduzione di questo genere di corsi.
E i risultati sono evidenti. In Finlandia, tra il 2009 e il 2018 i casi di bullismo sono scesi dal 16% al 12%

Sofia Barilari

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