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Contraddizioni sinistre: no primarie e maschilismo

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Il Partito Democratico: un movimento politico di sinistra, femminista, aperto a tutti e soprattutto dove ogni anno, secondo lo statuto, si devono tenere le primarie per tutte le cariche monocratiche come sindaci e presidenti di regione… o forse no. Per la prima volta infatti, il PD non ha tenuto le primarie nella rossissima Firenze, con i dirigenti che hanno preso in mano la decisione e hanno candidato Sara Funaro. In molti risponderebbero che, sicuramente, tutto ciò è un caso dovuto alla mancanza di candidati e che comunque il PD non si metterà a disobbedire completamente al suo stesso statuto.

E invece no! Sardegna e Abruzzo, che andranno alle elezioni entro marzo, sono già state assegnate: l’Isola ai 5 Stelle guidati da Alessandra Todde, l’Abruzzo al “tecnico” Luciano D’Amico, candidato civico ed ex rettore. Ancora un caso? Ma no! Bari, Cagliari, Livorno, Piemonte e tutte le elezioni monocratiche del 2024 sono già state decise, chi correrà per una carica e chi no lo decide, oramai, la Schlein e i suoi dirigenti. La stessa Schlein che, bisogna ricordare, è stata eletta unicamente grazie alle primarie e ai gazebo data la schiacciante volontà dei circoli di scegliere Bonaccini come proprio leader, ha sottolineato come le primarie non siano altro che uno strumento attuabile a seconda del contesto, poichè si sa, la coalizione è piu importante e deve trovare un accordo: che Elly abbia paura a correre senza Movimento 5 Stelle dati i sondaggi?

Comunque, fortunatamente, il PD non è l’unico partito ad essere stato recentemente imbarazzato dalle proprie contraddizioni; i Verdi infatti, forse il partito piu femminista del panorama politico italiano, sono stato attaccati dalla propria portavoce per essere “un partito patriarcale” dove le donne non sono altro che una facciata e gli uomini tengono tutto il potere. Effettivamente, se si va a studiare un po’ l’organigramma della federazione: il portavoce è Angelo Bonelli, accusato direttamente da Eleonora Evi di “pinkwashing” , il Presidente è Marco Boato (insieme a Fiorella Zabatta), il tesoriere Francesco Alemanni, il Presidente del comitato etico e scientifico Sergio Ulgiati e il coordinatore Luca Mercalli. Insomma, questa sinistra femminista pecca di donne al comando.

E come dimenticare l’ex segretario CGIL Susanna Camusso che ha denunciato il proprio sindacato come estremamente maschilista al suo interno? Ancora una volta, i sindacati di “destra” sembrano avere storicamente meno problemi ad affidare la leadership ad una donna, con l’UGL che già nel 2006, 4 anni prima dell’elezione della Camusso nella CGIL, aveva Renata Polverini come segretario generale.

Bisogna comunque ricordare come proprio i membri di questi partiti abbiano attaccato spesso e volentieri il Presidente del Consiglio di essere succube di una cultura fortemente patriarcale, schiava degli uomini dietro a FdI, non abbastanza madre, non abbastanza donna, non abbastanza leader politico. Eppure, in tutti questi anni il trend sembra lo stesso: da un lato, il centrodestra e tutti i suoi affiliati eleggono donne al potere con consenso generale, senza crisi o scandali; dall’altro, la sinistra segue la destra, provando a contrastare la Polverini con la Camusso prima e la Meloni con la Schlein oggi.

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