Strage di Erba: e se Olindo e Rosa sono davvero innocenti?

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“Non sono stati quei due ingenui, ma due professionisti a uccidere la mia famiglia”. È il parere di Azouz Marzouk, marito di Raffaella Castagna e papà di Youssef, due delle quattro vittime della strage di Erba avvenuta in provincia di Como l’11 dicembre 2006.

Durante la trasmissione Farwest in onda  su Rai3, condotta da Salvo Sottile, il 43enne ha puntato il dito contro dei possibili professionisti, “persone capaci di uccidere. Spero che il primo marzo ci sarà una svolta, tanti elementi non portano a loro come assassini. Già durante il primo grado ho avuto dei dubbi che poi li ho ritrattati”, ha detto riferendosi all’udienza fissata a Brescia quando si discuterà l’istanza di revisione presentata dai coniugi Romano.

A riaprire il dibattito sulla possibile innocenza della coppia è stato in primo luogo il Sostituto Procuratore di Milano Cuno Tarfusser il primo ad avanzare la richiesta di revisione della condanna all’ergastolo per Olindo Romano e Rosa Bazzi.

“Credo di aver sollevato una serie di gravissimi dubbi” ha dichiarato il magistrato con riferimento alle confessioni rese dai due coniugi: “La metodologia usata e l’ambiente creato sono stati fortemente suggestionabili”. Secondo Tarfusser la confessione resa da Olindo e Rosa durante il secondo interrogatorio dai carabinieri, il 10 gennaio 2007, sarebbe inoltre avvenuta sotto una “pressione fortissima”.

Il Sostituto Procuratore di Milano ha espresso forti dubbi anche sulla macchia di sangue ritrovata nell’auto di Olindo Romano: “Non c’è nessuna prova che la macchia di sangue analizzata provenga da quella vettura”, sostiene il magistrato a detta del quale l’analisi tecnico-scientifica fatta oltre 15 anni fa “dia un quadro completamente diverso” rispetto ai progressi scientifici.

Infine, sulla testimonianza resa dall’unico sopravvissuto alla strage Mario Frigerio, morto nel 2014, Tarfusser afferma: “Il riconoscimento di Frigerio è stato a tappe, ci sono tanti dubbi che devono essere riesaminati”.

Insomma, esiste la concreta possibilità che due innocenti stiano scontando una condanna all’ ergastolo per degli omicidi che non avrebbero commesso.  Ad essere convinti dell’ innocenza della coppia anche i criminologi Alessandro Meluzzi e Roberta Bruzzone che proprio su queste colonne hanno evidenziato come l’intero impianto accusatorio e le indagini condotte presentino diverse incongruenze e anomalie.

Tre diversi gradi di giudizio hanno accertato la colpevolezza dei coniugi Romano, e gli inquirenti che si sono occupati dell’ inchiesta confermano la solidità delle prove e la validità dell’ intero impianto accusatorio. Ma i dubbi restano e a questo punto è opportuno che si faccia piena luce sulla vicenda, evitando che a pagare per quel massacro siano i colpevoli sbagliati. Poi certo, se dovessero emergere nuovi elementi in grado di smontare le prove che hanno portato alla condanna all’ ergastolo di Olindo e Rosa, sarà necessario riaprire le indagini per arrivare alla verità. Ma per ora la cosa più importante per la Giustizia è rimuovere il primo e più inquietante sospetto avanzato da Tarfusser e altri, ovvero che due persone fragili di mente siano state utilizzate come “capri espiatori”, suggestionate con mirate tecniche manipolatorie e psicologiche per confessare l’omicidio. Sarebbe come decretare la morte dello stato di diritto.

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