Crocus City Hall. Ecco quanti militari stranieri con divisa ucraina

Partiamo da un assunto che non ci fa capire nulla, che rende complicatissima ogni interpretazione oggettiva.
Un assunto ovviamente ideologico, come quasi tutti in questo momento: la guerra mediatica del mainstream, per cui se una informazione viene dall’Occidente, dalle cosiddette democrazie, dagli Usa o da Zelensky, è pura verità, mentre se viene da Mosca e soci è mera propaganda.

Quindi, negli obiettivi dei contendenti, dei giocatori sulla nostra pelle, c’è solo la mistificazione finalizzata al consenso e agli obiettivi politici. E qui non si salva nessuno, sia se parliamo di armi, di guerra, sia se parliamo di vaccini, di euro, di green, di carne sintetica, bio-ingegneria etc.

Se da un lato, Mosca attribuisce alla regia ucraina e anglo-americana la strage alla Crocus City Hall, e dall’altro l’Occidente, dà per scontato che sia stata l’Isis rediviva, dopo una lunga narcosi dovuta alla sconfitta terrestre del Califfato; e ancora: se Mosca comincia a valutare altre piste e Trump dice che l’Isis è eterodiretta dagli Usa essendo un’invenzione di Obama (c’è da ricordare che in Medioriente gli sciiti sono più vicini in termini di alleanze strategiche alla Russia, mentre i sunniti, ossia anche l’Isis, agli Usa), il risultato è che non ne usciremo mai.

Tradotto: stiamo ufficialmente entrando nei meandri dei segreti mondiali, delle realtà inconfessabili, delle inquietanti porte girevoli della storia.

Accontentiamoci di una riflessione senza schemi.
Che ci siano operazioni sporche sottobosco, ad opera di ogni attore che fa la guerra, è scontato. E che forse l’attentato a Mosca sia stato pianificato in modo “plurale”, non sarebbe così astruso, basta ripercorrere le tappe della prima, della seconda guerra mondiale e della stessa guerra fredda, che ci ha funestati fino al 1989, dividendo il mondo in buoni e cattivi, giustificando perfino i colpi di Stato (modello giunte militari, come da ricetta Nixon-Kissinger).

Lasciamo al commento del lettore un estratto ripreso dall’agenzia d’informazione russa Tass (per nostra definizione “falsa).
Nei giorni scorsi ha diffuso un comunicato con l’elenco minuzioso del numero dei combattenti con divisa ucraina aventi cittadinanza diversa da quella ucraina, divisi Paese per Paese, con a fianco il numero di costoro che sono già morti nel corso della guerra tra Russia e Ucraina, a partire dal febbraio 2022.

Tale elenco è stato diffuso da molti media. I numeri che esso fornisce sono ampiamente realistici.
Il TOTALE del numero di questi “mercenari” stranieri riportati in tale elenco è pari a 13 387 militari.
Di costoro, quasi SEIMILA (il 44%) sarebbero già MORTI nel corso degli ultimi 2 anni di combattimenti.
Tra gli Stati con il maggior numero di “mercenari” combattenti con la divisa ucraina figura la POLONIA (3mila, di cui la metà già morti), gli USA (1113, dei quali quasi 500 sono già morti), il Canada (mille, di cui 422 già morti), il Regno Unito (822, di cui sono già morti 360), la Romania (784, di cui già morti 349), la Francia (356, di cui già morti 147), la Spagna (149, di cui già morti 56), l’ Italia (90, di cui già morti 33).

Il totale di combattenti con divisa ucraina con cittadinanza dell’EUROPA (salvo Ucraina e Russia) è di 8112 (di cui 3611 già morti: il 45%). Del continente AMERICANO è di 3051 (di cui 1354 già morti).
Dell’ ASIA è di 1898 (di cui 859 già morti), dell’AFRICA è di 249 (di cui 103 già morti), dell’OCEANIA è di 77 (di cui 35 già morti).

Vero, falso?
Non lo sapremo mai, la stessa fonte non è più raggiungibile.

I russi diranno comunque che è vero, gli Usa che è una fake, e noi?
Non c’è nulla di più falso del verosimile, e non c’è nulla di più vero del poco verosimile.
Ecco un esempio di informazione “multiforme”, che si può tirare per la giacca della propaganda, ad uso e consumo di chi vuole crederci.

Consiglio: stiamo nel mezzo dei concetti e delle notizie.

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Autore

Come giornalista, ho attraversato la comunicazione a 360 gradi (carta stampata, tv, radio, web). Ho lavorato presso Cenacoli, Fondazioni (Fare Futuro), sono stato spin doctor di ministri e leader politici, ho scritto una ventina di libri (politologia, riforme etc.) e i miei direttori storici e maestri sono stati Marcello Veneziani e Vittorio Feltri. Insegno all'Università comunicazione politica. Il giornalismo online è la mia ultima vocazione.

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