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Putin ordina esercitazioni su armi nucleari e Macron incalza

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I rapporti tra Unione Europea e Cina sono più tesi che mai: il Paese di Xi Jinping è un concorrente totale per l’economia e la politica europea, il governo comunista sembra appoggiare apertamente l’invasione di Putin in Ucraina e secondo alcuni analisti potrebbe addirittura star finanziando l’industria militare russa. Eppure, in questi giorni il capo di stato cinese visiterà Francia, Serbia e Ungheria. Se gli incontri con i leader serbi e ungheresi rientrano in una politica di mantenimento e rafforzamento dei rapporti tra la Cina e questi paesi, il meeting con Emmanuel Macron sembra avere un obiettivo diverso.

In questo contesto di tensioni internazionali, il meeting tra Emmanuel Macron e Xi Jinping assume un significato ancora più rilevante. Mantenere rapporti diplomatici positivi con la Cina è indubbiamente cruciale per l’Unione Europea, una comunità sempre più debole e che deve rivoluzionarsi per essere in grado di competere con Cina e Stati Uniti (l’elezione di Trump potrebbe essere estremamente problematica per l’economia europea). L’importanza dei rapporti con la Cina non si limitano però alla diplomazia, ma anche (e forse soprattutto), alla potenza nucleare dello Stato del dragone. Il presidente Vladimir Putin ha infatti dato l’ordine alle forze russe di condurre esercitazioni volte a simulare il dispiegamento di armamenti nucleari tattici, come parte di manovre militari per rispondere alle “minacce” dell’occidente. Proprio nei scorsi giorni, Macron aveva annunciato la volontà di inviare truppe di terra in Ucraina, una mossa commentata negativamente anche da alcuni alleati NATO, che temevano proprio l’escalation nucleare. Che il Presidente francese abbia dato via ad un effetto domino che riporterà la guerra in Europa per la prima volta dalla seconda guerra mondiale?

Fortunatamente, il Presidente francese, tra i tantissimi temi che saranno affrontati durante l’incontro ha promesso di ricercare instancabilmente l’arrivo di una “tregua olimpica” durante i Giochi di Parigi 2024. L’idea di una tregua durante i Giochi risale all’antica Grecia, dove i regnanti in conflitto accettavano di mettere da parte le ostilità per permettere agli atleti e agli spettatori di viaggiare in sicurezza. Questa tradizione, nota come “ékécheiria”, si rinnova oggi attraverso l’impegno di Macron, e si spera di Xi Jinping.

Storicamente, i Giochi Olimpici non sono solo un’occasione per celebrare lo sport, ma anche per coltivare legami diplomatici e promuovere la pace. Macron è determinato a sfruttare questa opportunità al massimo, lavorando non solo internamente, ma anche con i partner internazionali per garantire una tregua efficace e duratura. La Cina è sicuramente l’alleato più importante per Vladimir Putin e la Russia, e qualora Xi Jinping spingesse per una tregua è possibile che il Cremlino accetti di abbassare le armi, nonostante i timori che suddetta tregua venga sfruttata dai leader ucraini per riorganizzarsi e preparare un contrattacco, riprendendosi le città tanto faticosamente catturate dall’enorme esercito russo. 

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