Altro che Portogallo, per chi il vero paradiso fiscale è l’Italia

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E se fosse l’Italia, col suo fisco teoricamente così esoso, il vero paradiso fiscale degli italiani? Il dubbio viene dalla pubblicazione dei dati Dipartimento delle Finanze relativi alle dichiarazioni dei redditi del 2023, dai quali emerge che per molti contribuenti è il nostro Paese, non il Portogallo, il posto dove vivere se si vuole conservare quasi tutto il proprio reddito.

Le categorie premiate sono molte, dai super ricchi ai pensionati stranieri ai cervelli di ritorno in Italia dopo un periodo all’estero. Ma vediamo nel dettaglio.

Secondo i dati diffusi da via XX Settembre sono circa 40 mila i contribuenti che hanno beneficiato dei regimi fiscali agevolati, ottenendo notevoli sconti sulle tasse. Questo fenomeno, ancora limitato in termini assoluti, riflette una tendenza in crescita, con un aumento del 92,4% nell’ultimo quadriennio. Una delle principali attrazioni per i nuovi residenti è la bassa tassazione sui redditi esteri. Ad esempio, chi trasferisce la residenza in Italia ha diritto a un’imposta sostitutiva forfetaria sui redditi prodotti all’estero, garantendosi un vantaggio fiscale significativo che durerà per ben 15 anni.

L’Italia offre poi dei “pacchetti” molto vantaggiosi per i pensionati stranieri che decidono di stabilire nel belpaese la residenza fiscale. Trasferendosi si ha diritto a un esonero fiscale del 93% sulla pensione estera, applicando solo il 7% di imposta sostitutiva. Questo purché si vada a vivere in comuni del Sud Italia che hanno meno 20mila abitanti. Attirando pensionati abbienti si spera in questo modo di dare un aiuto all’economia di aree depresse e a forte rischio spopolamento. Dato che le regioni disponibili per l’offerta sono Basilicata, Abruzzo, Molise, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna, i pensionati stranieri potrebbero però stabilire la loro residenza in comuni di grande bellezza, magari sul mare. Il sistema, in vigore dal 2019, non ha però finora destato grande interesse. Stando agli ultimi dati disponibili, relativi alle dichiarazioni del 2023, gli stranieri residenti nel nostro Paese che hanno un reddito da pensione estera sono appena 474.
Anche i ricercatori e i talenti italiani che rientrano nel Paese godono di vantaggi fiscali significativi, nel nome del “rimpatrio patriottico” dei giovani cervelli. Sebbene le recenti politiche abbiano ridotto in parte i benefici del regime agevolato, rimane in piedi un sistema di incentivi importante. In questo caso l’obiettivo è recuperare competenze e conoscenze nel settore scientifico e tecnologico che le migliori occasioni di lavoro all’estero avevano allontanato dall’Italia.
L’Italia si rivela insomma un paese a due facce: esigente con la massa dei contribuenti, vero e proprio paradiso fiscale per una serie di categorie fortunate, che possono godere di una ampia una combinazione di vantaggi fiscali, attrattive regionali e opportunità per il rientro di competenze e investimenti. Sempre che Giorgetti, sempre più severo custode dei conti nazionali, non decida di chiudere i rubinetti.

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