Campi Flegrei, Tozzi: “Indispensabili le esercitazioni di evacuazione”

1 minuto di lettura

I Campi Flegrei continuano a tremare.

Questa volta con una scossa di magnitudo 4.4, la più forte registrata negli ultimi 40 anni.

Lo_Speciale ha intervistato il geologo Mario Tozzi, per avere aggiornamenti su un tema che da mesi è all’ordine del giorno.

  • È d’accordo con il piano di evacuazione dei Campi Flegrei?Il piano di evacuazione è uno strumento tecnico che ha due livelli: il primo riguarda i terremoti forti, l’altro riguarda l’eruzione.
    Io sono sempre d’accordo sul fare i piani di evacuazione perché vanno studiati, però devono essere fatte anche le esercitazioni, altrimenti le persone non sono in grado di ragionare bene in un momento di pericolo. È bene che facciano delle cose che hanno imparato, dato che non si può andare via con le macchine private.
    Nel caso di un’evacuazione è infatti necessario utilizzare i predisposti mezzi pubblici che si dovrebbero trovare nel posto stabilito e da lì poi muoversi verso le destinazioni già stabiliti. Anche per il Vesuvio funziona così.
    È giusto che ci siano i piani di evacuazione, ma questi devono essere aggiornati perché possono cambiare le situazioni. Ripeto, è indispensabile però che ci siano le esercitazioni.
  • Per la zona si è registrato il sisma più forte degli ultimi 40 anni.
    Che tipo di indizio offre questa prima volta così intensa dopo tutti questi anni? Pensa che si sia trattato di un fenomeno isolato che si chiuderà qui oppure da non sottovalutare?
    Se continua il sollevamento e continuano questi terremoti, un’evacuazione diviene indispensabile, almeno parzialmente.
    Il patrimonio lì costruito è un po’ fatiscente, quindi anche terremoti di magnitudo bassa sono da non sottovalutare. Un sisma di magnitudo 4.2-4.4 non è infatti una soglia allarmante, ma su case che non sono costruite per bene o che sono state troppo modificate, può avere effetti gravi.
    Stiamo assistendo ad un sollevamento continuo da anni del suolo. Potrebbe essere simile a quello degli anni ’80 o potrebbe essere più grave. È certo che se spingono i gas e i fluidi dal sottosuolo allora può anche rientrare, ma se è il magma che spinge vuol dire che si tratta di un’eruzione. Ad oggi non abbiamo queste certezze, ma non le possiamo escludere.
    La situazione è da non sottovalutare perché è uno sciame sismico, ci sono tanti terremoti da tanti mesi. Non è uno spot isolato, ma un continuo tremare.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articolo precedente

Energia, Di Amato (Fondazione Maire): “La transizione non è problema ma opportunità”

Articolo successivo

Motomondiale: Gp Catalunya. Bezzecchi “Stare coi più forti da venerdì”

0  0,00