Cambia il vento in Europa: la destra stravince e detterà l’agenda politica

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Si sono tenute le elezioni Europee nelle principali nazioni e il terremoto è di quelli fortissimi. La faglia, di colore nero-destra, è partita da Parigi (Macron ha già sciolto l’Assemblea nazionale dopo la vittoria di Le Pen, il Rassemblement National ha ottenuto quasi il 40% dei voti), e il vento tira ovunque da quella parte. Non ce la fanno a quanto pare i partiti verdi, il futuro ecologicamente pulito costa troppo alla popolazione. Si riducono ai minimi storici anche le sinistre socialdemocratiche.

Ma vediamo le prime proiezioni significative.

In Germania, per esempio, il voto aperto per la prima volta ai sedicenni ha mostrato come questi non si siano mostrati interessati ai partiti tradizionali ma più propensi a sostenere una forza estrema come l’AfD, che con il 16% è arrivata al secondo posto dietro la Cdu, data al 30%. La Von der Leyen ce l’avrebbe fatta insomma, ma non potrà esultare e si vedrà condizionata politicamente da questo consenso inaspettato ai suoi avversari.

L’ultradestra, poi, come sappiamo non ha sfondato in Olanda, ma Geert Wilders ha guadagnato 7 seggi all’Eurocamera dove finora era addirittura assente, piazzandosi dunque dietro al ticket europeista laburisti-verdi guidato da Frans Timmermans.

Il Partito Popolare ha vinto invece le elezioni europee in Spagna ma con uno scarto minimo sul Psoe del premier Pedro Sanchez.

In Ungheria rimane primo il partito di Victor Orban, con lo scrutinio al 40%, Fidesz ha conquistato il 43,8%.

Quanto ai primi dati in Italia a urne chiuse, la prima proiezione darebbe Fratelli d’Italia avanti rispetto agli altri partiti. Fdi si assesterebbe al 27,7%, il Pd al 23%, il Movimento 5 Stelle intorno al 10%, Forza Italia al l’10,5%, la Lega all’8%, Alleanza Verdi Sinistra ferma al 6,6%.

Indubbiamente l’interpretazione di tutto questo è presto che fatta: il rifiuto di un modello di Europa. Quello delle fasulle politiche green, della dittatura delle lobby, da quelle sanitarie in su, del pensiero lgbtqi, della mala gestione del fenomeno dell’immigrazione etc. Inoltre, potrebbe aver pesato la spinta di qualcuno per la guerra a Putin, infatti contro la Russia i partiti di destra sono meno intenzionati ad andare e i figli so pezz e core ovunque, da tutelare e non inviare al fronte. É crollato tutto l’impianto, ideologico. Culturale. Geopolitico. Costituzionale (il super Stato).
Questo significa solo una cosa: l’agenda la detteranno i partiti di destra.

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