Guida Michelin: cosa si nasconde dietro il colosso della ristorazione

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Oggi l’omino bianco è riconosciuto come un’icona sia nel mondo dei pneumatici che della ristorazione.

Ma com’è possibile che un azienda produttrice di pneumatici sia arrivata ad occuparsi di valutare i migliori ristoranti?

I fratelli Edouard e André Michelin volevano indurre gli individui ad acquistare un maggior numero di automobili così da incrementare, di conseguenza, la vendita di pneumatici.

E fu così che misero in atto una delle strategie di marketing migliori di sempre che mirava a rappresentare uno stimolo a viaggiare: costituirono una guida, per i viaggiatori, contenente indicazioni stradali, hotel, stazioni di rifornimento, istruzioni su come procedere alla riparazione e sostituzione di pneumatici, elenchi di officine e non solo, vi era una sezione che fungeva da guida gastronomica, al fine di assistere gli automobilisti nel trovare buoni posti dove mangiare.

Questa sezione si è evoluta al punto che i fratelli Michelin istituirono un gruppo di ispettori anonimi il cui compito era quello di recensire i ristoranti, al fine di fornire una guida culinaria il più possibile accurata.

La guida si è evoluta al punto da essere riconosciuta come il testo.

Di riferimento degli appassionati di cucina a livello mondiale, sviluppando una minuziosa valutazione che va da una a tre stelle.

-una stella indica “un ottimo ristorante nella sua categoria”
-due stelle “cucina eccellente, merita una deviazione”
-tre stelle “cucina eccezionale, merita un viaggio”.

 

Di Maddalena Patané

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