In Francia il Rassemblement National ha vinto il primo turno raggiungendo il 33,15 % , mentre Macron è rimasto fermo al 20,4 %. Secondo le proiezioni in seggi, l’estrema destra può, per la prima volta in Francia, ottenere la maggioranza assoluta all’Assemblea Nazionale e la carica di premier per Jordan Bardella.
Nelle proiezioni, il gruppo di Le Pen si muove tra 255 e 295 seggi potenziali, con la maggioranza assoluta fissata a 289. Al contrario la sinistra avrebbe 120-140 seggi, la maggioranza macroniana 90-125 seggi. Secondo i dati del Ministero dell’Interno hanno votato in tutto 10.625.662 francesi.
Conscio dell’enorme posta in gioco il presidente uscente Macron ha affermato che è necessario costruire una strutturare democratica e repubblicana per il secondo turno. Al suo fianco Edouard Philippe, che ha espressamente invitato i suoi seguaci “a fare desistenza per evitare l’elezione di candidati RN o LFI, La France Insoumise”.
Dal momento che LFI è il partito decisamente più forte della coalizione di sinistra, la diga della desistenza cederebbe ovunque ci saranno candidati della maggioranza che desistono ma i cui voti non andranno al Front Populaire se il candidato locale sarà di LFI.
Il 7 Luglio è vicino e ciò vuol dire che le circoscrizioni in cui non è ancora stata raggiunta la maggioranza, sono oggetto di una caccia al voto.
Nonostante gli studi forniti dagli analisti è inverosimile fornire dati certi sulle dinamiche di governabilità che si verificheranno dall’8 Luglio. Ciò che è certo è che Macron, con la decisione di sciogliere il Parlamento,
si è assunto la responsabilità di avere ancora meno seggi, viste tutte le previsioni elettorali di una forte discesa della maggioranza uscente.



