Manifestazione a Roma contro Ddl Sicurezza, sindacati e opposizioni: “Legge liberticida”, ma sulla Rai si dividono | VIDEO

mercoledì, 25 Settembre 2024
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Schlein
Schlein

La manifestazione oggi a Roma contro il Ddl Sicurezza approvato dalle camere indetta da CGIL e UIL ottiene una grande partecipazione popolare, tanto che il piccolo Largo Vidoni non è sufficiente e viene autorizzato un corteo verso Piazza Navona. Qui le proporzioni dimostrano come la partecipazione sia stata importante, ma lontana da altre grandi adunate sindacali.

Si tratta pertanto più di una passerella dei leader d’opposizione, mai così disponibili davanti ai microfoni e a stringere mani per suggellare ancora una volta il nuovo campo “largo” progressista.

Le parole più taglienti contro il Ddl Sicurezza, almeno istituzionalmente sono quelle di Giuseppe Conte, che da avvocato di diritto penale in materia qualcosa ne sa: “Siamo qui per denunciare un passo indietro del Paese. Abbiamo fatto un passo indietro anche rispetto al codice Rocco. Sono stati introdotti venti nuovi reati, ovviamente non contro la classe politica, ma contro le persone comuni. La sicurezza non la si migliora così. In tutto questo mancano 22 mila unità fra Carabinieri e Poliziotti. Noi ci batteremo in tutti i modi per dire che non è questa la strada”, le parole del leader del Movimento 5 Stelle.

Tra un sorriso e un selfie con i cittadini ci scappa anche l’abbraccio con Bonelli e Fratoianni, loro disponibili ad interviste con chiunque pur di sparare a zero contro l’esecutivo in coro: “Mentre continua la battaglia in Parlamento, siamo in piazza contro il ddl Sicurezza che da domani manderà in galera gli operai che manifestano per il proprio posto di lavoro, gli studenti che manifestano per la loro scuola e per i loro diritti, gli eco-attivisti. Un provvedimento che criminalizza il dissenso, quando si arriva a rendere reato penale il diritto a manifestare vuol dire che la qualità della democrazia è davvero in pericolo. Credo che di fronte a questo scempio autoritario ed indecente occorra la massima mobilitazione nelle istituzioni e nel paese”, le parole del segretario di Sinistra Italiana mentre Bonelli sottolinea “Il ddl Sicurezza è una svolta fascista nel nostro paese, manda in carcere i lavoratori che protestano perché perdono il loro posto di lavoro. Sappiano le famiglie che per i loro figli che protestano per una scuola migliore e bloccano le strade, come tante volte ho fatto io, c’è il carcere. Ecco, Giorgia Meloni, la risposta che dà alla crisi sociale dei diritti nel nostro paese è il carcere”.

L’arduo compito di Schlein

La più moderata di tutti nell’attaccare Giorgia Meloni è Elly Schlein. Se gli altri leader parlano apertamente di fascismo lei sceglie di utilizzare altri termini, ma allo stesso tempo risoluti: “Grande partecipazione, siamo qui insieme a Cgil, Uil e tante associazioni e persone che protestano contro delle norme liberticide, che vogliono reprimere duramente il dissenso, anche quando manifestato pacificamente”.

Parole diverse dai colleghi di campo che avevano anche usato i termini di leggi criminali e che strizzano l’occhio ai potenti, poi Schlein entra nello specifico: “Ci sono norme nuove – aggiunge – nuovi reati tipo il blocco stradale anche in manifestazioni pacifiche, oppure si colpisce il dissenso contro le grandi opere. Abbiamo visto aggravanti che per noi hanno dei profili di incostituzionalità, come quelle dei reati commessi vicino alle stazioni. Abbiamo visto norme davvero terribili contro le detenute madri e i loro bambini fino a un anno, che prima non si potevano e ora si potranno mandare in carcere. Una stretta repressiva e securitaria che non porterà più sicurezza in questo Paese”.

Le prossime sfide Rai e Autonomia

Il Pd dunque continuerà a giocare il ruolo delicato di collante tra M5S e Avs, anche se già ci sono i primi scricchiolii sulla situazione in Rai: domani il parlamento elegge i membri del nuovo CDA: i due alleati parteciperanno al voto con la Schlein che attacca “altri rispetto a noi sono incoerenti”. Domani intanto Bonelli e Fratoianni al fianco di Landini consegneranno in cassazione le firme per il referendum contro l’autonomia differenziata. Schlein ci sarà o il campo largo è già diventato un campetto?

Video intervista a Schlein

 

Video intervista a Conte

 

Video intervista a Fratoianni

 

Video intervista a Bonelli

 

Video intervista a Maggi

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