Pd-5Stelle. Guerra referendaria e Rai. Tra Conte e la Schlein ormai è campo santo (VIDEO)

giovedì, 26 Settembre 2024
2 minuti di lettura

Tra la Schlein e Conte (e non solo) è “campo santo”.

Leggere per credere (dichiarazioni di oggi). Sulla Rai (si vota la nomina di nuovi quattro consiglieri): “Il Pd è rimasto sulla posizione che era di tutte le opposizioni fino a ieri, dovete chiedere ad altri perché hanno cambiato. Noi rimaniamo dell’idea che sia sbagliato rinnovare un Consiglio di amministrazione che è già fuorilegge”, ha detto la segretaria dem. “Noi siamo stati sempre coerenti, siamo con Avs e non capisco perché ci sia stata questa posizione del Pd. La spaccatura c’è stata da parte del Pd che lo ha deciso con Renzi dopo aver fatto nel 2015 la riforma della governance”, ha rintuzzato l’ex Avvocato del popolo.

Una canea a cui non poteva non mancare Italia Viva (Renzi come il prezzemolo): “Italia Viva non voterà seguendo il Pd con coerenza, siamo abituati alle giravolte dei grillini in cambio di poltrone””, ha tuonato la Boschi, menando a tutti e due i competitor.

Una guerra che non nasce con la Rai. Partiamo dall’inizio. E allarghiamo il “campo”.
Come noto, oltre al solito processo mediatico “modello-processo di Norimberga”, che monitora e giudica passando al setaccio (ideologico) parola su parola, comportamento su comportamento il governo Meloni, la sinistra politica, intellettuale e giornalistica ricorre scientificamente da sempre ad altre strategie che nascono ogni qualvolta la destra vince alle urne.

E sono strategie alternative al fatto che democraticamente la sinistra in media perde ciclicamente alle elezioni (dovrebbe forse approfondirne le ragioni profonde).

Quali sono?
Dopo la “pista giornalistica”, c’è la “pista giudiziaria” (con una parte della magistratura che interpreta (e non esegue) le leggi (basti pensare a certe sentenze o certe richieste dei Pm sul disagio sociale, sull’immigrazione, sugli sbarchi contro Salvini, fino all’accanimento nei confronti di esponenti istituzionali e amministratori non graditi). Una pista “in sintonia” con alcuni noti giornali che, bene che vada indebolisce gli avversari; male che vada, li abbatte (salvo poi, in molti casi, recuperarli anni dopo, quando è troppo tardi).

La terza pista, quella orchestrata da mesi dalla barricadera-populista Schlein, che insieme alla Cgil, grillini, radicali e moderati (con Italia viva e Azione che si aggiungono e si sfilano a correnti alterne), è la “strategia referendaria”.
Tradotto, la forza emotiva delle firme, come se 500 mila sottoscrizioni o anche un milione di firme siano la maggioranza degli italiani (60milioni): surrogato del consenso che la segretaria dem non ha nel paese.

Ed ecco che promuove o mette il cappello sulla cittadinanza, sull’autonomia differenziata e sul salario minimo: battaglie con cui spera di mettere all’angolo un esecutivo ritenuto autoritario, securitario, pericoloso che invece marcia spedito, con riconoscimenti interni e internazionali circa i numeri e i dati economici, a partire dall’occupazione.

E come se non bastasse, partecipa alla mobilitazione del sindacato contro il Ddl Sicurezza (legittimando di fatto le occupazioni abusive delle case e i blocchi stradali).

Il classico piede in due staffe: da un lato, mira a rafforzare l’opposizione contro la Meloni e dall’altro, a egemonizzare il centro-sinistra che verrà, il famoso campo largo, che registra quotidianamente adesioni e separazioni.

Sulla cittadinanza Conte si è tolto dal mucchio e non vuole nel “campo” assolutamente Renzi, che invece la Schlein rivorrebbe nel gruppo. Per non parlare di Calenda, che naviga per conto suo.

Ultima occasione di scontro, le nomine Rai. Oggetto della disputa, la scelta dei nuovi quattro consiglieri. Il Pd è diviso: la segretaria ha deciso di fare l’Aventino restando fuori dal voto, Boccia, dal canto suo, non condivide. Di nuovo Conte e Avs si sono sfilati dalla posizione dem e intendono partecipare.
Insomma, un campo largo, di nuovo stretto, anzi rissoso.
D’altra parte la Schlein dentro la maggioranza Ursula, ha dovuto già ingoiare la scelta della Von Der Leyen di promuovere Fitto.

Di seguito le interviste video.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.