Manovra sì ma senza soldi e nodo riforme

lunedì, 21 Ottobre 2024
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Una manovra “seria e responsabile”. Giorgetti promette : sostegno alle famiglie, riforma delle pensioni, più lavoro e sanità. E miracolo! senza nuove tasse. E i soldi?

Apprendiamo che il taglio del cuneo fiscale sarà eterno, così come la riduzione dell’Irpef a tre aliquote. Ma il capitolo di bilancio per finanziare tali proposte? Taglieranno il 5% alle spese dei ministeri. Per la Sanità si parla d’un aumento di 3,7 miliardi, principalmente per assumere 30 mila nuovi medici e infermieri. Come se fosse così facile trovarli, gli stipendi non risultano competitivi.

Poi c’è il carosello dei bonus elettorali: mille euro per i nuovi nati (se sei povero), 500 milioni per la “Carta dedicata a te” (per la spesa), un restyling delle detrazioni fiscali e persino un “quoziente familiare” (che nessuno ha inquadrato bene). Tutte misure che grattano la pancia dell’elettorato, senza risolvere i problemi strutturali del Paese.

Il bonus per chi ristruttura casa resta al 50% per le prime case, mentre scende al 36% per le altre. E non poteva mancare un rinnovo dei contratti nella Pubblica Amministrazione, con un tetto di 80 mila euro ai compensi dei manager pubblici.

Il governo prova ad investire nella sanità ed in politiche di sostegno alle fasce deboli. Ma i 900 milioni previsti per la sanità sono insufficienti. Sindacati e opposizioni ne chiedono almeno 4 miliardi, come se bastassero a sanare anni di tagli e malagestione.

Anche le banche e le assicurazioni dovranno stringere la cinghia, ci dicono. Dovranno fornire circa 3,5 miliardi tra 2025 e 2026, con un gioco contabile. Il governo giura che questi soldi andranno a sanità e categorie fragili, insomma alla fine saranno i correntisti a pagare il conto?

Per ora, il Bilancio 2025 è ondivago. Le solite promesse come il sostegno alle famiglie, il taglio fiscale e l’investimento in sanità. Ma come sempre, vedremo i fatti. Le risorse promesse basteranno a malapena, mentre i problemi strutturali del Paese restano irrisolti ed ì già una fortuna Giorgetti non venda pezzi d’aziende pubbliche.

La vera prova sarà nel vedere se il governo avrà il coraggio di fare le riforme necessarie, senza far pesare i sacrifici sui soliti noti. In primis la riforma della giustizia. La storia ci insegna che alla fine saranno sempre i cittadini a pagare il conto, mentre i politici si congratuleranno per l’ennesima manovra “responsabile”.

E noi, come sempre, ci berremo l’ennesimo bicchiere di amara realtà.

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