Da Berlusconi a Meloni, l’esistenza dei Primi Ministri appartenenti al centrodestra sembra essere costantemente minacciata dalla magistratura, che, ad oggi, appare più politicizzata che mai. Proprio di questo sembra essere convinto il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, che, pur dubitando che l’intera magistratura sia contro la premier, sottolinea come: “Alcuni magistrati vogliano affermare la propria visione della società e della politica attraverso la giurisdizione. Nei casi grigi, a volte si intende affermare la propria visione del mondo. Questa lettura forse può spiegare la sentenza sul centro in Albania”.
Questa zona grigia appare quindi come il luogo dove la destra deve agire per chiarire il confine tra giustizia e politica, che, come rimarca La Russa, sembra essere sparito dopo Tangentopoli. Ma come agire, vi potreste chiedere? Il Presidente del Senato non sembra avere dubbi: bisogna intervenire direttamente sulla Costituzione, in particolare sul Titolo IV, dedicato proprio alla Magistratura.
I commenti di La Russa arrivano dopo un doppio “colpo” inflitto dalla magistratura al centrodestra. Il primo, decisamente più grave sulla carta, arriva dal sostituto procuratore generale della Cassazione, Marco Patarnello, il quale avrebbe inviato sulla mailing list dell’Associazione Nazionale Magistrati un lungo messaggio in cui emergeva questo pensiero:
“Indubbiamente l’attacco alla giurisdizione non è mai stato così forte, forse neppure ai tempi di Berlusconi. In ogni caso, oggi è un attacco molto più pericoloso e insidioso per molte ragioni. Innanzitutto perché Meloni non ha inchieste giudiziarie a suo carico e quindi non si muove per interessi personali, ma per visioni politiche, e questo la rende molto più forte. E rende anche molto più pericolosa la sua azione, avendo come obiettivo la riscrittura dell’intera giurisdizione e non semplicemente un salvacondotto”.
Questo spezzone, ripubblicato e condiviso da vari politici, tra cui proprio il Primo Ministro Giorgia Meloni, è stato giudicato altamente controverso dagli esponenti del centrodestra, che vedono nel messaggio un ingiustificato e ideologizzato attacco alla Meloni.
A tutto ciò è seguita la decisione del tribunale di Roma che, partendo da una sentenza della Corte di giustizia europea, non ha convalidato l’invio e, di conseguenza, il trattenimento dei dodici migranti portati in Albania dalla Guardia Costiera.
In questo contesto, con le opposizioni che attaccano la destra per “vittimismo” e la destra che attacca la magistratura per essere politicamente schierata e quindi imparziale, non possiamo non chiederci se questa riforma proposta da La Russa non sia davvero l’unico modo per evitare rapporti così tesi tra politica e giustizia.



