Liguria, Bucci è governatore. Vittoria politica (e personale) per Meloni

lunedì, 28 Ottobre 2024
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La Liguria rimane al centrodestra. Marco Bucci prevale su Andrea Orlando per 48,7% a 47,4% (mentre mancano appena una sessantina sezioni da scrutinare). Una vittoria  di misura (circa 1,3% in più) , ma di grande valore personale per il sindaco di Genova: Bucci ha raddrizzato una situazione che sembrava irrimediabilmente compromessa dopo la caduta di Giovanni Toti e si è messo in gioco nonostante la grave malattia contro cui sta combattendo da questa estate.

È stata una competizione dura. Il centrosinistra pensava già, fino a qualche settimana fa, di avere la vittoria in tasca. Ma la candidatura di Bucci ha spiazzato il fronte di Orlando ed ha annullato l’effetto politicamente negativo del patteggiamento (con relativa ammissione di colpa) deciso dall’ex-governatore per alleggerire la sua situazione giudiziaria.

A penalizzare il candidato del centrosinistra è stato sicuramente l’alto astensionismo (l’affluenza è stata del 46 per cento, 7 punti in meno rispetto alle precedenti regionali). S’è trattato di una caduta pesante di elettori, dovuta a vari fattori come la sfiducia provocata in una parte dell’opinione pubblica ligure dalla vicenda giudiziaria di Toti e come le divisioni del centrosinistra.

L’altra grande vincitrice è stata Giorgia Meloni. È vero, sì, che la campagna di Bucci è stata impostata sulle questioni locali e non su quelle politiche. Ma è anche vero che è stata proprio la premier a convincere il sindaco di Genova a candidarsi. Inizialmente Bucci non voleva scendere in campo a causa della sua malattia (un cancro alle ghiandole linfatiche che il politico genovese combatte con l’immunoterapia). A fargli cambiare idea è stata una telefonata della premier. «Mi ha veramente impressionato – ha raccontato Bucci – per come ha descritto la situazione. E per le motivazioni che la portano a pensare che io sia la persona giusta per questo lavoro. “Io ti dico qual è la scelta politica e professionale” mi ha detto. “Ma su quella personale devi decidere solo tu”. Ci ho pensato sopra una notte, e poi ho sciolto la riserva».

Una scommessa vincente che permette a Giorgia di rafforzarsi anche all’interno della coalizione di centrodestra. Convincendo Bucci a candidarsi, Meloni ci ha messo, come tende spesso a dire, la faccia. E oggi può legittimamente ricevere il suo dividendo politico.

La scommessa vincente di Meloni è naturalmente anche sui tanti gufi disseminati per  tutto l’arco  politico (e mediatico), uccellacci del malaugurio che contavano sul fatto che le vicissitudini del governo di questi ultimi giorni (dal caso migranti in Albania alle tensioni nel ministero della Cultura) potessero influire sugli elettori liguri. Ma così non è stato, con buona pace anche di Sigfrido Ranucci, che ieri sera ha tentato il morso dello scorpione mandando in onda, durante la trasmissione di “Report” su Raitre, un servizio sulle presunte “malefatte” del centrodestra al tempo della giunta guidata da Toti. Il tutto mentre le urne liguri erano ancora aperte. Una scorrettezza davvero grave. E fortuna che la Rai sarebbe TeleMeloni…

Chi invece ha seri motivi di riflessione è Elly Schlein. Può certo consolarsi con il  buon risultato ottenuto dal Pd, che è primo partito in Liguria con il 28%.  Ma la segretaria ha mancato il suo obiettivo principale che era costituito dalla vittoria di Orlando. L’obiettivo dalla leader dem era quello di consegnare al centrosinistra un successo che potesse fare da viatico per i futuri appuntamenti elettorali e fornirle lo sprint  per ripartire nell’opera di costruzione dell’alternativa di centrosinistra al governo Meloni. Invece anche la Liguria ha dimostrato l’insuperabilità dei contrasti e delle rivalità che al momento dividono il cosiddetto “campo largo”.

Peggio della segretaria del Pd sta messo sicuramente Giuseppe Conte. Non solo deve registrare il tonfo del M5S, precipitato sotto il 5%, ma da stasera tutti lo accusano di aver   compromesso le possibilità dello schieramento di centrosinistra con la sua irriducibile opposizione a Iv. Una accusa non del tutto infondata, almeno alla luce dello stretto margine della vittoria di Bucci. Ma non è detto al cento per cento. Bisognerà attendere l’analisi dei flussi elettorali. Ora comincerà probabilmente a sinistra il “processo”  al leader pentastellato. Anzi, è già cominciato. Matteo Renzi ha dichiarato in serata che «hanno perso Conte e chi pone veti». 

Cocci a sinistra, brindisi a destra. Anche questo nuovo test elettorale conferma la solidità della coalizione. Dopo il fisiologico logorio di due anni di governo, non è un risultato da poco. Non sarà più luna di miele col popolo italiano, ma l’imbattibilità di Giorgia Meloni è sempre ribadita.

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