Pier Silvio: «Non entro in politica». Ha altro a cui pensare…

giovedì, 12 Dicembre 2024
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Pier Silvio Berlusconi delude i dietrologi che hanno recentemente vaticinato una sua possibile discesa in campo: il vicepresidente esecutivo e amministratore delegato del gruppo Mediaset intende concentrarsi soltanto sulle sorti della sua azienda. E gli impegni non gli mancano davvero…

La smentita di sue, eventuali intenzioni bellicose nei confronti di Giorgia Meloni e della maggioranza di centrodestra è arrivata attraverso una esternazione a tutto campo avvenuta davanti alla stampa. «Non ho nessuna intenzione -annuncia Pier Silvio da Cologno Monzese -di scendere in politica. Voglio continuare a fare il mio mestiere, amo Mediaset e penso che il mio lavoro non sia finito. Io rimango qua perché amo questa azienda e tutte le persone che ci lavorano».

La fantasia dei retroscenisti s’è scatenata, nei mesi scorsi, di pari passo con i vari tentativi di smarcamento di Antonio Tajani dal centrodestra e con la crescita della tensione tra Forza Italia e la Lega. Molti vi hanno visto l’ombra di Marina e, appunto, di Pier Silvio. Di qui l’idea che i fratelli Berlusconi potessero essere delusi del governo Meloni, con l’eventuale decisione del secondogenito del patriarca Silvio di gettarsi nell’agone politico e di spostare addirittura a sinistra l’asse di Forza Italia.

Nulla di tutto questo. Pier Silvio spende parole di elogio per l’esecutivo. «Il governo Meloni sta facendo bene», scandisce con decisione, per poi ribadire: «Al di là del fatto che, ripeto, che non ho intenzione di candidarmi, ad oggi l’Italia ha un governo stabile e cosa potrei fare io non lo so. In Italia l’esecutivo è stabile in un momento complicato, come si può vedere anche in Francia e in Germania». È sintomatico che questo giudizio del vicepresidente esecutivo di Mediaset venga proprio nel giorno in cui Giorgia Meloni è incoronata come la persona «più potente d’Europa» e all’indomani del cordialissimo incontro della premier con Donald Trump a Parigi.

In realtà il punto di massima frizione con il governo è venuto per ragioni , per così dire, “aziendali”, cioè per il tentativo della Lega di abbassare il canone Rai, fatto che avrebbe provocato  un danno a Mediaset.  E anche su questo tema Pier Silvio ha voluto essere chiaro: «Lo dico con il sorriso perché a me Salvini è simpatico e ho con lui un buon rapporto personale ma la proposta di ridurre il canone è una mossa di propaganda. La politica è la politica. Ci sta anche fare propaganda. È chiaro che il canone per il cittadino può essere antipatico, tutte le tasse possono essere anticipate, però svolgono un ruolo importante».

Gli affari per il Biscione vanno bene. Ed è quello che interessa principalmente  al secondogenito di Silvio. Gli ascolti televisivi, nel totale giornata, sono alla pari con la Rai (36,8 contro il 36,7) e decisamente migliori nel target commerciale (15-64 anni) con Mediaset al 39,5% di share e Rai al 31,3%.

Pier Silvio ha però un grande cruccio e si chiama “Striscia la notizia”, i cui ascolti sono in deciso calo. «È innegabile che stia vivendo un momento faticoso, dopo 37 anni è normale che succeda. Parlo spesso con Antonio Ricci e sono fiducioso che trovi la strada per tornare a crescere».  Il vicedirettore i Mediaset pare prenderla con filosofia, ma fa anche capire che forse qualche cosa ha in serbo: «Per il futuro non escludo un’alternanza di prodotto, ma oggi conto molto su Antonio».

Forse la gloriosa “Striscia” sta per andare in pensione, sostituita da un format più nuovo e frizzante? Chissà. Di certo Pier Silvio Berlusconi non ha il tempo di pensare alla politica.

È bene che i retroscenisti di professione comincino a escogitare qualche altro tormentone per accreditare l’idea di un centrodestra in crisi. Nulla è eterno, per carità. Ma i possibili problemi per la tenuta della coalizione non passano oggi per Cologno Monzese.

 

 

 

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