Negli ultimi giorni, le dichiarazioni di Elon Musk e Donald Trump hanno acceso il dibattito su NATO, difesa europea e riarmo. Il super consigliere di Donald Trump con un post al vetriolo, ha criticato il coinvolgimento dell’Alleanza Atlantica nei conflitti globali chiedendo persino agli USA di uscirne, mentre il presidente degli Stati Uniti ha minacciato di non difendere i Paesi membri che non rispettano gli impegni di spesa militare. Le loro posizioni hanno sollevato un’ondata di reazioni in Italia, con la politica nazionale spaccata tra chi difende l’aumento delle spese militari e chi lo critica apertamente. Resta da capire che fine farà l’accordo in dirittura d’arrivo per l’utilizzo di Starlink per le comunicazioni governative italiane, le opposizioni sono pronte a dare battaglia. ale interviste a Maurizio Landini, Giovanni Donzelli, Carlo Calenda, Riccardo Magi e Laura Boldrini raccolte da Lo Speciale.
Riarmo e NATO, Landini risponde a Trump
Le dichiarazioni di Maurizio Landini sono arrivate a margine della conferenza stampa sui referendum, tenutasi presso la Stampa Estera. Il segretario della CGIL ha spiegato i motivi della presenza del sindacato alla manifestazione del 15 marzo per l’Europa: “Noi abbiamo deciso di esserci in piazza il 15 marzo proprio perché vogliamo rendere esplicita la nostra contrarietà al riarmo. Quella scelta non c’entra nulla né con un esercito europeo né con una difesa comune. Sappiamo che buona parte di questi miliardi andranno a finire in aziende statunitensi perché è lì che si fanno le armi e determineranno dei tagli in altri settori cruciali. Noi abbiamo deciso di esserci e porteremo anche la bandiera della pace per un’Europa che diventi davvero un’entità politica. Solo in questo modo si può ricostruire la pace e tornare alla funzione per la quale l’Ue è nata”.
Landini ha anche sottolineato che nella manifestazione saranno presenti diversi punti di vista, citando anche Trump e spiegando come anche in seno alla CGIL ci sia una sana pluralità di visione: “Siamo consapevoli che in quella piazza ci saranno punti di vista diversi e abbiamo scelto di esserci proprio per questo. È necessario che si faccia una riflessione importante, specie dopo le parole di Trump. Penso che la risposta debba essere la costruzione di un’Europa dei diritti, della democrazia e della pace. Quella manifestazione chiede ai cittadini di non stare a guardare e noi vogliamo esserci. Abbiamo proposto che nei giorni successivi ci siano momenti di confronto, con i sindaci e i tanti soggetti sociali che ci saranno. C’è bisogno di non cadere nella cultura della guerra come vorrebbero alcuni”.
Le parole di maggioranza e opposizione
Il deputato di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli, ha liquidato le dichiarazioni di Elon Musk con poche parole: “Non mi interessa commentare le dichiarazioni di Elon Musk, è un autorevole esponente di un’altra nazione e si assumerà lui la responsabilità di quello che dichiara”. Donzelli ha poi ribadito il sostegno del suo partito alla NATO, pur riconoscendo margini di miglioramento: “Per Fratelli d’Italia il nostro ancoraggio alla NATO è fondamentale. Certamente ci sono aspetti da migliorare e rafforzare, ma un ombrello militare che protegga l’Occidente resta essenziale”.
Infine, sul possibile utilizzo dei servizi Starlink per la connessione nelle aree remote, ha chiarito: “Decideremo con serenità, valutando esclusivamente l’interesse nazionale. Non scegliamo strumenti basandoci su amicizie o tweet, ma sulla sicurezza e sull’efficacia reale delle soluzioni proposte”.
Il leader di Azione, Carlo Calenda, ha invece attaccato duramente Elon Musk, definendo le sue dichiarazioni incoerenti e inaffidabili: “Secondo me Elon Musk è già uscito da parecchio tempo dal suo cervello, e questo spiega molte delle contraddizioni che vediamo nelle sue scelte e dichiarazioni”.
Calenda ha poi chiesto al governo Meloni di abbandonare ogni ipotesi di accordo con Starlink: “Faccio un appello a Meloni: levi dal campo questo accordo nato in maniera opaca con accordi che non si capiscono. Chiudiamola, con Starlink non faremo niente”.
Infine, il leader di Azione ha criticato la partecipazione del Movimento 5 Stelle alla manifestazione del 15 marzo: “È una piazza che sostiene un’idea di Europa politica, inizialmente concepita come Europa della difesa, che non è mai stata realizzata anche a causa della propaganda di coloro che si definivano partigiani per la pace ma che in realtà erano sovvenzionati dall’Unione Sovietica. Quella piazza è perfetta per Giuseppe Conte”.
La deputata del Partito Democratico, Laura Boldrini, ha espresso un’opinione nettamente contraria all’attuale approccio sulla difesa del piano Von Der Leyen, sottolineando ancora una volta come l’opposizione abbia idee molto divergenti anche in seno ai singoli partiti: “Questo è un errore di fondo, dal quale noi dobbiamo uscire. Il tempo di pace c’è stato quando c’era l’inclusione di tutti in un contesto di disarmo”.
Boldrini ha poi sottolineato la necessità di superare il modello di difesa nazionale in favore di una strategia europea comune: “Ogni Stato ha il suo esercito e i suoi sistemi d’arma. Non andiamo contro di loro, ma è folle questo modo di affrontare la difesa. L’unica possibilità è delegare alle istituzioni europee la politica estera, che è la base della difesa, e costruire un sistema standardizzato che possa rappresentare un’entità capace di interrompere i conflitti”, ha spiegato su come sostituire la Nato nel caso di una vera uscita degli USA.
Un dibattito sul futuro della NATO sempre più acceso
Il dibattito sul riarmo e sulla NATO resta uno dei temi più divisivi della politica italiana. Da una parte, la maggioranza di governo difende la necessità di rafforzare la difesa nazionale e il ruolo dell’Italia nella NATO. Dall’altra, una parte dell’opposizione e la CGIL si schierano apertamente contro l’aumento delle spese militari nei singoli paesi, chiedendo un’Europa che punti sulla pace piuttosto che sulle armi. La manifestazione del 15 marzo sarà un banco di prova per capire quanto queste posizioni potranno influenzare il dibattito pubblico e le scelte del governo nei prossimi mesi. C’è molta attesa per capire poi se Conte, contrario a qualsiasi forma di riarmo e anche all’esercito unico, cederà scendendo in piazza per l’Europa o confermerà la mancata adesione del Movimento 5 Stelle segnando una prima spaccatura nell’opposizione.



