Ucraina e piano di riarmo UE, Conte: “L’Europa che vuole la Meloni è quella della guerra, noi contro questo modello” | Video

lunedì, 17 Marzo 2025
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Giuseppe Conte torna all’attacco sul piano di riarmo europeo da 800 miliardi voluto da Ursula von der Leyen e sostenuto da Giorgia Meloni. Parlando con i cronisti, tra cui Lo Speciale, sotto la sede di Campo Marzio, il leader del Movimento 5 Stelle ha bocciato senza appello la proposta, annunciando per il 5 aprile una grande manifestazione nazionale a Roma per dire “no” a quella che definisce “un’Europa dell’economia di guerra”. Conte denuncia un governo che “butta miliardi per riarmare Francia e Germania”, mentre in Italia “la sanità è al collasso” e le famiglie “non riescono più a pagare le bollette”.

Conte conferma il no a Von der Leyen: “No al piano di riarmo UE da 800 miliardi, ecco perché è una follia”

“Un secco no a questo folle piano di riarmo da 800 miliardi di Meloni. Servono investimenti veri per sanità, agricoltura, imprese, non miliardi buttati per armare Francia e Germania”. Così Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, ha dichiarato oggi ai cronisti, tra cui Lo Speciale, sotto la sede di Campo Marzio, lanciando un duro attacco al governo e annunciando una grande manifestazione nazionale per il 5 aprile a Roma.

Secondo Conte, l’Italia si troverà a contribuire con 30 miliardi al piano UE, mentre il Paese è piegato da emergenze sociali ed economiche: “Abbiamo il collasso della sanità, il carovita e il caro bollette. Noi non ci stiamo a questa follia collettiva. Scenderemo tutti insieme in piazza per dire no a questo piano insensato di riarmo”.

Conte ha sottolineato di rispettare chi è sceso in piazza per chiedere “più Europa”, ma ha precisato: “Rispetto chi è andato in piazza per rivendicare un’Europa diversa, che non abbracci un’economia di guerra. Ma oggi questa è l’Europa dell’economia di guerra, dei 800 miliardi per il riarmo. Questo è il momento delle scelte chiare, del coraggio, della determinazione. Noi diciamo no a questa deriva militarista”.
Alla domanda sull’assenza del M5S Conte replica: “Io lascio a tutti la libertà di esprimere opinioni, ma ora non è il tempo delle polemiche sterili. Servono visione e coraggio. L’Europa di oggi è quella della von der Leyen e della Meloni, che vogliono mettere 800 miliardi in armi mentre agricoltori e pescatori chiudono le loro attività, strangolati dai costi e senza sovvenzioni”.

“Le nostre aziende agricole non ce la fanno più – ha continuato – non riescono a far fronte ai costi di carburante, energia, emergenze climatiche. E noi buttiamo 800 miliardi? E la sanità al collasso? E i cittadini che rinunciano a curarsi? È follia o sono solo io a ragionare con buon senso?”.

Onu in Ucraina, Conte non chiude: “Prima la pace, poi si ragioni”

Sul possibile invio di truppe ONU in Ucraina, a cui ha aperto questa mattina il Ministro della Difesa Crosetto a seguito di un trattato di pace, Conte non chiude: “Prima facciamo la pace. Vorrei vedere un vero impegno dei governi europei per costruire un negoziato. Dopo tre anni è chiaro che non lo hanno mai voluto. Ora dobbiamo lavorare per il negoziato e, solo dopo, discutere di una forza di interposizione, magari ONU, ma sia chiaro: dopo questa guerra per procura, dopo anni di strategia bellica per interposta nazione, pensare di mandare i nostri soldati al confine russo è una follia”

Dati Istat, Conte: “850mila famiglie senza reddito. L’Italia in ginocchio”
Non manca la stoccata al governo sui dati Istat appena pubblicati: “850mila famiglie hanno perso il reddito dopo lo smantellamento del Reddito di cittadinanza. Questa è la realtà del governo Meloni. In 24 mesi tracollo della produzione industriale, una manifattura che scompare, transizione 4.0 distrutta per una transizione 5.0 che non funziona e il Paese è in ginocchio. Loro fischiettano e fanno finta di nulla”.

Conte ha concluso rilanciando la mobilitazione del 5 aprile: “Inviteremo tutti coloro che vogliono dire no al piano di riarmo, tutti quelli che vogliono invece investimenti veri in sanità, contro il carovita, il caro bollette. Serve un piano per il futuro delle nuove generazioni, non per preparare l’Europa alla guerra. Noi siamo quelli del Next Generation EU, l’abbiamo pensato per i giovani, per la solidarietà. Ora invece ci portano verso l’Europa delle armi, della guerra, della militarizzazione. Non possiamo accettarlo”.

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