Tre mesi di tempo. È questa la tregua concessa da Donald Trump con la sospensione dei nuovi dazi all’importazione negli USA dal resto del mondo. Una pausa breve, secondo Matteo Renzi, che rischia di essere completamente sprecata da un governo italiano che appare più attento alla propaganda che alla sostanza. Intervenendo a margine della conferenza stampa con cui Italia Viva ha avviato il tesseramento 2025 e presentato le sue proposte economiche, l’ex presidente del Consiglio ha lanciato un attacco diretto alla Premier Giorgia Meloni, accusata di non avere alcuna strategia per difendere l’industria nazionale di fronte alla sfida commerciale innescata dagli Stati Uniti: “Le borse crollano per i dazi di Trump e la Presidente del Consiglio fa l’influencer, racconta che va agli incontri con Trump e risolve tutto. Ma nel frattempo il Paese perde terreno.”
Dazi USA, Renzi avvisa Trump: “Compie un errore tragico”, e sulle borse vede dietrologie
Renzi parte da una considerazione di fondo sulla visione economica del presidente americano. L’obiettivo dichiarato di riportare la manifattura negli Stati Uniti, a suo giudizio, è irrealistico. Gli Stati Uniti, ha sottolineato, hanno perso la sfida della produzione industriale nel momento in cui hanno smesso di investirci davvero.
E ora, in un Paese con disoccupazione al 4% e politiche di espulsione degli immigrati regolari, è difficile immaginare chi dovrebbe lavorare nelle fabbriche che si vorrebbero riportare “a casa”: “Trump compie un errore tragico perché è impossibile raggiungere l’obiettivo di riportare la manifattura americana. Se hai una disoccupazione al 4% e stai cacciando gli immigrati regolari, con operazioni sceniche e puntuali, chi le lavora le fabbriche? Il cappellino di Trump, con scritto ‘Make America Great Again’ e venduto a 50 dollari, è fatto in Cina. Tutto il merchandising è made in China. È questo il simbolo della contraddizione.”
Renzi ha poi sollevato un punto molto netto: dietro l’instabilità delle borse, c’è chi sta guadagnando pesantemente. Lo ha detto senza mezzi termini, accusando una parte del mondo finanziario di sfruttare il caos generato dai dazi: “C’è una evidente speculazione. Io penso che qualcuno ci stia mangiando, e ci stia mangiando tanto. I maestri della finanza lo capiranno presto. Non mi piace la speculazione vergognosa a cui certe frasi di Trump hanno dato il là. Il giorno dopo la trasmissione che parlava dei dazi è uscita la frase: ‘Oggi è un gran giorno per comprare in borsa.’”
Secondo il leader di Italia Viva, la crisi non è solo politica, ma anche profondamente manipolata a fini economici, con le borse usate come campo di gioco da pochi soggetti speculativi.
Meloni da Trump, viaggio di propaganda
Renzi ha riservato parole dure anche per l’imminente visita della Presidente del Consiglio a Donald Trump. Secondo il leader di Italia Viva, l’incontro è stato pompato dalla stampa e da Fratelli d’Italia, ma non avrà alcuna rilevanza strategica se non sarà accompagnato da misure concrete: “Mi piacerebbe che Meloni arrivasse a questo incontro avendo sbloccato i soldi di Industria 5.0, avendo detto di sì al Mercosur e avendo cambiato la legge sul rientro dei cervelli. A noi serve riportare talenti, altro che dazi.”
Ha poi avvertito: Trump non tratta con il leader di un singolo Paese, tratta con l’Europa. E ha definito la narrazione costruita intorno alla visita a Washington pura propaganda, inutile e dannosa: Tutta questa fuffa sull’incontro di giovedì non sta in piedi. È un incontro come tanti altri, come ne ha avuti Macron, Starmer o il primo ministro irlandese. Ma si continua a raccontare che si andrà a trattare per l’Italia… Trump tratta con l’Europa.”
Le proposte economiche di Italia Viva: industria, energia, giovani
Nel suo intervento, Renzi ha illustrato un pacchetto articolato e immediatamente applicabile, basato su sei proposte più una. Tutte a costo zero, tutte già cantierabili. Al centro c’è lo sblocco dei sei miliardi di euro destinati all’Industria 5.0, considerati fondamentali per rafforzare l’apparato produttivo nazionale. Renzi ha ricordato come già Industria 4.0, durante la pandemia, abbia permesso all’Italia di evitare il tracollo della manifattura: “Se non ci fosse stata l’Industria 4.0, la nostra industria manifatturiera durante il Covid avrebbe preso una botta che voi non immaginate. Io affermo che l’Industria 4.0 insieme al bonus degli 80 euro ha permesso una resilienza dell’economia italiana senza precedenti nel boom europeo. C’è uno strumento che funziona, con sei miliardi pronti, che potrebbero dare alle imprese un segnale di fiducia e una spinta al PIL. Perché non lo usiamo?”, criticando di fatto la scelta di Giorgetti dei 25 miliardi tra i 14 del PNRR e gli 11 dai Fondi Coesione da destinare alle imprese.
Renzi ha inoltre rilanciato la necessità di incentivare il rientro dei cervelli, tema che ritiene più centrale dei dazi stessi. A suo dire, il governo dovrebbe investire su giovani e innovazione, non su accordi di immigrazione con l’Albania: “Se anche solo una parte dei soldi investiti in Albania fosse stata messa in mano ai giovani italiani, ci saremmo risparmiati una nuova ondata di fuga dei cervelli, che oggi è peggiore di qualunque discussione sull’immigrazione.”
Altro asse della proposta è la difesa della manifattura europea, oggi minacciata su due fronti: da un lato la stretta americana, dall’altro alcune scelte ideologiche europee: “Chi ha la manifattura, come Italia e Germania, deve essere tutelato. Il Green Deal sull’automobile rischia di disintegrare la manifattura tradizionale. L’Europa deve evitare errori strategici.”
Energia e sovranità: “Senza energia non accendiamo nemmeno la luce”
Il leader di Italia Viva ha poi messo in relazione la politica energetica italiana con la sovranità nazionale, accusando il governo di aver bloccato ogni iniziativa concreta: “Abbiamo dimezzato la produzione di energia italiana, soprattutto di gas e petrolio. Senza energia non c’è sovranità. Se non trivelli, se dici no al TAP, se non vuoi nemmeno sfruttare i giacimenti italiani, allora il gas lo devi prendere da qualcuno. È inutile poi parlare di indipendenza.”
Abbiamo tre mesi per agire. Sprecarli sarebbe follia
La sospensione temporanea dei dazi di Trump per l’export in Usa rappresenta per Renzi una finestra strategica. Ma, avverte, serve una reazione immediata, non fotografie con l’ex presidente americano: “Abbiamo tre mesi per reagire. Sprecarli sarebbe un errore tragico. Il governo deve smettere con la propaganda e iniziare a fare politica industriale seria. La manifattura americana non tornerà ai fasti del passato. Il cappellino MAGA di Trump, venduto a 50 dollari, è fatto in Cina. Questo è il simbolo della contraddizione.”
In chiusura, Renzi ha ribadito che l’amicizia con gli Stati Uniti resta fondamentale, ma va gestita con dignità. La linea di Italia Viva, ha spiegato, si ispira a una figura come Alcide De Gasperi, simbolo di un rapporto con l’America fondato sul rispetto reciproco: Abbiamo scelto De Gasperi come simbolo di Italia Viva 2025 non solo perché diceva ‘un centro che guarda a sinistra’, ma perché è il campione di un modo di rapportarsi con gli americani che non sia adulazione, ma dignità e rispetto delle istituzioni.”



