Meloni – Trump incontro decisivo? Urso: “Può facilitare trattativa Usa – Ue, nostra bussola è l’Occidente” | Video

mercoledì, 16 Aprile 2025
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Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, è intervenuto a margine del Forum Confcommercio, soffermandosi sulle tensioni commerciali tra Stati Uniti ed Europa e sul ruolo strategico dell’imminente missione di Giorgia Meloni negli USA, dove è previsto anche un incontro con Donald Trump. Urso ha delineato la posizione dell’Italia in merito alla necessità di mantenere saldo l’asse euro-atlantico, in un momento in cui le relazioni commerciali e geopolitiche globali richiedono una visione chiara e una bussola ben orientata.

Meloni – Trump, incontro può essere importante per Urso

Secondo Urso, l’incontro tra Giorgia Meloni e Donald Trump potrebbe rivelarsi decisivo per facilitare un confronto strategico tra la Commissione europea e l’amministrazione americana:  “Abbiamo di fronte a noi il confronto con l’amministrazione americana che deve essere realizzato dalla Commissione – ha dichiarato – ma la missione di Meloni può facilitare questo confronto, affinché sia posto sulla strada maestra del dialogo e con visione strategica”.

Il ministro ha poi ribadito che l’Italia non deve mai smarrire la propria direzione: “La nostra rotta e la nostra bussola è l’Occidente, non l’Oriente”, ha detto con fermezza, aggiungendo che serve consapevolezza sul proprio ruolo: “Abbiamo invitato la Commissione a non perdere di vista la rotta da perseguire e le altre forze politiche a non lasciarsi frastornare dai richiami del passato. Il nostro presente e il nostro futuro è l’Occidente”.

Urso ha messo in guardia anche dalle possibili conseguenze indirette di un irrigidimento commerciale tra Washington e Pechino: se i mercati americani si chiudessero alla Cina, è plausibile che la sovrapproduzione cinese si riversi sul mercato europeo. In tal caso, ha avvertito, l’UE dovrà predisporre adeguate misure di salvaguardia a tutela del proprio tessuto produttivo, come previsto dal WTO. A tal proposito, ha richiamato l’esperienza italiana nei primi anni 2000 con la fine dell’Accordo multifibre e l’attivazione di difese doganali che permisero alla moda italiana di trasformarsi verso l’alta gamma.

Sul fronte monetario, Urso ha infine espresso preoccupazione per l’effetto inflazionistico dei dazi, sottolineando che “è chiaro che l’aumento delle misure daziarie ha come primo effetto l’aumento dell’inflazione”. Tuttavia, ha sollecitato la Bce a proseguire nel taglio dei tassi, perché “il fenomeno che preoccupa è l’impatto dei dazi sulla crescita, sia come effetto diretto dei dazi americani sia soprattutto se l’Unione europea adottasse misure di ritorsione”.

Dazi, accordi energetici e dossier Starlink: le carte in mano a Meloni

Come ha ricordato il ministro Foti proprio questa mattina, è esclusiva competenza dell’Unione Europea trattare i dazi con paesi terzi, a cominciare proprio dagli Stati Uniti. Per questo motivo, ogni interlocuzione bilaterale da parte di uno Stato membro ha un valore politico più che operativo. Tuttavia, un incontro tra Giorgia Meloni e Donald Trump potrebbe imprimere una direzione favorevole ai futuri negoziati tra Washington e Bruxelles, aprendo spiragli su una questione che preoccupa molto l’industria italiana ed europea.

Ma i dazi non saranno l’unico tema sul tavolo. La premier potrebbe utilizzare il viaggio negli Usa anche per consolidare altri dossier strategici per l’Italia: a partire da un nuovo accordo per l’importazione di gas naturale liquefatto americano, per rafforzare la sicurezza energetica del Paese, fino al più discreto – ma non meno rilevante – dossier sul potenziamento dell’accordo con Starlink, il sistema satellitare di Elon Musk, già attivo in molte aree remote d’Italia e che nei piani del governo mai smentiti potrebbe avere l’appalto delle comunicazioni governative. Anche questo rappresenta un tassello chiave per la digitalizzazione e l’autonomia tecnologica nazionale.

L’incontro con Trump, dunque, potrebbe segnare non solo un passo in avanti nei rapporti euro-americani, ma anche segnare la svolta su dossier strategici e rinsaldare il prestigio internazionale della Premier Meloni.

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