Si è concluso a Kananaskis, in Canada, un vertice G7 che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito “particolarmente importante e particolarmente complesso”. In un punto stampa a margine del summit, la premier ha tracciato un bilancio dell’incontro che ha visto protagonisti i principali leader delle democrazie occidentali in un momento di forte tensione internazionale. Dalla crisi in Medio Oriente alla guerra in Ucraina, passando per la sfida migratoria e le relazioni commerciali transatlantiche, l’Italia ha portato avanti con decisione le proprie priorità. “Voglio fare i miei complimenti al premier canadese Mark Carney – ha detto Meloni – per una leadership molto ben esercitata in un momento certamente complicato”.
G7 Canada, Meloni sottolinea unità dei leader sul Medio Oriente
Uno dei dossier centrali del G7 Canada è stato il conflitto in Medio Oriente, con il riaccendersi dello scontro tra Israele e Iran. “Tutti quanti andiamo nella direzione di una de-escalation”, ha detto la premier, ribadendo l’obiettivo condiviso: impedire che l’Iran diventi una potenza nucleare. “Non sarebbe una minaccia solo per Israele, ma per tutti noi”, ha avvertito Meloni. Alla domanda su un eventuale utilizzo delle basi italiane nel caso di un coinvolgimento diretto degli Stati Uniti, Meloni ha risposto con prudenza: “Non è una decisione che si prende così. Se e quando si presenterà una richiesta, convocheremo le persone competenti e prenderemo le nostre decisioni”.
Nel punto stampa, Meloni ha anche commentato l’ipotesi ventilata dal presidente Trump di un possibile ruolo di mediazione affidato alla Russia nel conflitto israelo-palestinese. “Francamente – ha detto – affidare a una nazione in guerra la mediazione su un’altra guerra non mi sembrerebbe l’opzione migliore”. Più concreta, invece, la proposta italiana sul fronte di Gaza. “Credo che sia un momento nel quale si può arrivare a un cessate il fuoco – ha spiegato – e ho trovato una convergenza su questa linea da parte di tutti i leader”. Il riferimento è al sostegno condiviso al piano di ricostruzione promosso dai Paesi arabi, in particolare quelli del Golfo: “Il loro ruolo è fondamentale e va rafforzato. Se si dovesse ottenere una tregua, ripartirei da lì”.
Totale amicizia e sostegno all’Ucraina
Sul fronte ucraino, Meloni ha smentito le indiscrezioni secondo cui gli Stati Uniti avrebbero posto un veto a una dichiarazione congiunta del G7 ritenuta troppo dura verso Mosca. “Non era prevista una dichiarazione sull’Ucraina – ha precisato –. Durante la cena con Trump, il premier Carney ha condiviso con tutti i leader i punti del suo report alla stampa, e siamo stati tutti d’accordo”. La premier ha ribadito il pieno sostegno dell’Italia all’Ucraina e agli sforzi del presidente americano per una pace “giusta e duratura”. Ha inoltre denunciato i recenti attacchi russi sulla popolazione civile: “Ogni volta che si tenta un passo avanti, la Russia provoca. Al presidente Zelensky abbiamo ribadito la solidarietà del popolo italiano”.
Il plauso dei grandi alle politiche migratorie italiane
Grande spazio, al G7 Canada, anche alla questione migratoria, uno dei cavalli di battaglia del governo italiano. “È stata l’Italia a portare per prima questo tema nel G7 – ha rivendicato Meloni – ed è stato chiesto a noi di guidare la sessione, a dimostrazione che la scelta fatta lo scorso anno è stata giusta”. Secondo la premier, è la prova che “la leadership italiana viene riconosciuta, anche alla luce dei risultati ottenuti sul fronte del contrasto all’immigrazione illegale. Oggi la nostra ricetta viene presa a modello da altri grandi Paesi”.
Dazi trattativa con USA continua
Infine, sul fronte economico-commerciale, Meloni ha confermato che è in corso una trattativa sui dazi tra Stati Uniti e Unione Europea, tema discusso anche in un bilaterale tra Trump e Ursula von der Leyen. “Significa che si continua a parlare e a cercare soluzioni – ha osservato Meloni –. Noi come Italia dobbiamo essere fieri del lavoro fatto per mantenere un dialogo franco ma sereno”. Pur non sbilanciandosi sull’esito del negoziato, la premier ha assicurato: “Sto facendo la mia parte. Non voglio dire che sono ottimista, ma penso che una soluzione si troverà”.
Il punto stampa si è concluso con un siparietto leggero, interrotto dalla pioggia e da una domanda sulle espressioni scambiate con Emmanuel Macron, finite sotto i riflettori delle telecamere. “So che non ci crederete, ma vi giuro che non me lo ricordo!”, ha scherzato la premier, allontanandosi con un sorriso. È già di ritorno verso Roma con un vertice che ne ha dimostrato la centralità politica.



