Matteo Salvini a Roma per presentare il nuovo Ponte di Tor Vergata se la cava con una battuta sulla missione negli Stati Uniti del collega Antonio Tajani nel pieno della guerra commerciale dei dazi annunciati da Donald Trump: “Tajani fa il Ministro degli Esteri”. Il vice premier poi torna all’attacco sui rapporti economici tra Europa e Stati Uniti, usando parole nette contro l’Unione Europea e chi, a Bruxelles, propone risposte aggressive ai dazi americani.
Dazi Trump, la video intervista con Matteo Salvini
“Chi parla di bazooka non fa un buon servizio alla trattativa, né all’Italia né all’Europa”, ha dichiarato il vicepremier, commentando i recenti scenari internazionali aperti dalle mosse di Donald Trump in vista del suo possibile ritorno alla Casa Bianca.
Il leader della Lega ha messo in guardia l’Ue dal rischio di esasperare i toni: “Rido o tremo all’idea che qualcuno si sieda al tavolo con Trump parlando di bazooka. La trattativa finisce male da quel punto di vista lì, e spero sia solo una sciocchezza uscita dalla bocca di qualcuno che aveva caldo”, ha ironizzato.
Al centro delle preoccupazioni del ministro delle Infrastrutture c’è la possibilità che l’Europa entri in una guerra commerciale con Stati Uniti e Cina, “che la vedrebbe sicuramente perdente”. Secondo Salvini, “non possiamo permetterci di mettere a rischio le nostre imprese: serve calma, buonsenso e trattativa”. La posizione italiana, ha spiegato, deve puntare a difendere lavoro, occupazione e competitività.
Non sono mancati affondi diretti all’indirizzo della presidente della Commissione europea: “Ursula von der Leyen potrebbe togliere i dazi oggi stesso, senza aspettare mille giorni. Azzerare il Green Deal, la burocrazia e tutto il resto: oggi lo può fare”, ha detto Salvini. “Se non lo fa – ha aggiunto – vuol dire che o non ha capito o è in mala fede”.
Queste dichiarazioni si inseriscono nel più ampio contesto delle tensioni tra Bruxelles e Washington. Dopo l’annuncio di nuove tariffe da parte di Trump, diversi Stati membri hanno chiesto una risposta coordinata da parte dell’Ue. Ma per Salvini la priorità deve restare la protezione dell’economia nazionale: “La mia preoccupazione è dare lavoro, creare lavoro e portare ricchezza in questo Paese”, ha ribadito.
Ponte di Tor Vergata e Ponte sullo Stretto
“I ponti uniscono, servono ai cittadini, fanno risparmiare tempo, denaro e riducono l’inquinamento”, ha dichiarato Matteo Salvini durante l’inaugurazione del nuovo ponte di Tor Vergata, infrastruttura lunga 84 metri che ricollega due quartieri dell’est di Roma. Per il vicepremier e ministro delle Infrastrutture, l’opera rappresenta “un esempio virtuoso di collaborazione tra istituzioni, che produce risultati concreti e migliora la vita delle persone. Solo in Italia – ha aggiunto – esistono forze politiche che riescono a fare battaglia perfino sui ponti, sulle gallerie, sui trafori e sui viadotti”.
Il pensiero corre inevitabilmente al progetto del Ponte sullo Stretto di Messina, che il governo intende sbloccare dopo decenni di rinvii: “Dopo secoli di chiacchiere, daremo finalmente il diritto alla continuità territoriale a milioni di italiani che oggi sono isolati”, ha detto il leader della Lega. “Sono qui a celebrare l’apertura di un ponte e sto lavorando perché anche altri milioni di italiani possano avere lo stesso diritto. Mi dispiace – ha concluso – che la sinistra sia razzista nei confronti di alcune grandi opere. Peccato per loro”.
Sul fronte migratorio, ha denunciato l’inazione dell’Unione Europea: “È molto attenta a est, ma se ne è fregata degli sbarchi a sud. Se fosse per loro saremmo già una colonia”, ha detto, rivendicando le misure italiane per contrastare i traffici illegali.
Frecciate a Tajani su Unicredit e Regionali Veneto
Infine, commentando il caso Unicredit, Salvini ha difeso la sovranità economica italiana lanciando una frecciata a Tajani che aveva parlato anche di competenza europea sul Golden Power: “Il risparmio degli italiani è sicurezza nazionale. Che l’Unione Europea rompa le scatole sulle banche italiane è fuori dal mondo. Ci lasciassero lavorare in pace: sappiamo gestirci da soli”.
Altra frecciata al collega arriva sulle prossime Regionali in Veneto, dove un eventuale ponte da Lega a Forza Italia sembra sempre più improbabile: “Non ci sarà nessun problema. È un dibattito soprattutto giornalistico. Io ho le idee chiare: troveremo le soluzioni in tutte le regioni che andranno al voto. Ognuno avanza le sue pretese, ma ragioniamo con tutti. Non c’è nessun ultimatum”.
Il leader della Lega ha poi rivendicato con forza l’esperienza amministrativa maturata dal suo partito in Veneto lanciando un avvertimento: “Il buon governo della Lega in Veneto è noto in Europa, non solo in Italia. In quella regione abbiamo amministratori eccellenti”. Un riferimento diretto all’attuale governatore Luca Zaia: “È uno dei governatori più amati d’Europa. Quindi non ho nessun tipo di preoccupazione. Squadra che vince non si cambia”.



