“Taches al tram”. Così ha esordito Salvini circa l’ipotesi di invio delle truppe in Ucraina, rivolgendosi al presidente francese Macron.
Si tratta di un’espressione milanese derisoria, che porta il significato “Attacati al tram”. “Vacci tu se vuoi. Ti metti il caschetto, il giubbetto, il fucile e vai in Ucraina”, ha continuato il vicepresidente del Consiglio.
Non si é fatta attendere la reazione diplomatica francese, che ha convocato l’ambasciata italiana denunciando le parole del leader leghista ritenute “inaccettabili”.
Solo a giugno Salvini si era pronunciato in maniera analoga verso il presidente francese affermando: “Mettiti l’elmetto, vai a combattere e non rompere le palle”.
E questa non é stata nemmeno la prima volta. Negli ultimi mesi il ministro lo ha etichettato anche come “guerrafondaio”, “criminale” “bombarolo“, “ipocrita”, “signorino che eccede in champagne“. Ma si sa, il troppo stroppia.
All’ambasciatrice italiana a Parigi, Emanuela D’alessandro, é stato sottolineato che tali commenti “sono contrari al clima di fiducia e alle relazioni storiche tra i due Paesi, nonché ai recenti sviluppi bilaterali che hanno evidenziato forti convergenze tra i due Paesi, in particolare per quanto riguarda il loro incrollabile sostegno all’Ucraina”.
Diverse critiche si sono sollevate anche dalla stessa maggioranza. La vicesegretaria nazionale di Forza Italia e responsabile Esteri del partito, Deborah Bergamini, ha commentato nel tentativo di placare gli animi: “La politica estera italiana spetta al presidente del Consiglio e al ministro degli Esteri. L’accaduto non cambierà i nostri rapporti di amicizia con la Francia, pur nelle diverse sensibilità. Siamo alleati con Parigi e lo rimarremo ancor più in un momento così critico nel quadro internazionale”.
Si é espresso in proposito anche il presidente di Noi Moderati, Maurizio Lupi: “Matteo Salvini ha sbagliato i toni, che in politica sono anche sostanza, per criticare le parole del presidente francese Macron ma ha sostanzialmente ribadito la posizione italiana, contraria all’invio di truppe in Ucraina. Italia e Francia hanno un fortissimo legame storico e culturale e interessi comuni, per cui questa polemica estiva sarà presto chiarita e non avrà strascichi”. Il vicepresidente di Italia viva e membro del Copasir, Enrico Borghi, ha inveito: “Avevamo consigliato a Giorgia Meloni di chiarire da subito la posizione, per non esporre il nostro Paese a una brutta figura internazionale. Non lo ha fatto e ora il nostro ambasciatore a Parigi è stato convocato dal governo francese aprendo una pagina imbarazzante per l’Italia”.
Carlo Calenda, leader di Azione, ha lanciato una stoccata al ministro: “Anche io non ho condiviso alcune prese di posizione di Macron, ma non puoi parlare come fossi al `Bar dello sport. Purtroppo l’unica cosa che ha fatto Salvini nella vita è appunto il `Bar dello sport´”. A seguirlo a ruota anche Angelo Bonelli di Avs: “Meloni dovrebbe insegnare o quanto meno ricordare a Salvini come ci si comporta e pertanto dovrebbe censurare le parole del suo vicepremier che hanno provocato un incidente diplomatico tra Italia e Francia. Inutile qui immaginare cosa non avrebbero potuto dire dalle parti di FdI e Lega a parte invertite, cioè a fronte di un attacco francese di tal fatta e di pari livello istituzionale nei confronti della per loro intoccabile Giorgia Meloni”.



