Mutui da incubo: l’Europa che coccola Francia e Germania e punisce l’Italia

lunedì, 15 Settembre 2025
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In Italia oggi un mutuo ventennale a tasso fisso costa oltre il 4,30%, mentre in Francia lo stesso contratto è fermo al 2,85% e in Germania al 3,05%: significa che su un prestito da 200 mila euro una famiglia italiana paga 180 euro in più al mese rispetto a una francese, cioè oltre 40 mila euro in vent’anni, il prezzo di un appartamento a Porto, di una Tesla Model 3 nuova di zecca o di 500 viaggi aerei low cost. Negli ultimi due anni la rata media di un mutuo in Italia è esplosa del 65%, passando da circa 550 euro a 900 euro al mese per un prestito da 150 mila euro, mentre in Germania l’aumento si è fermato al 35% e in Francia addirittura sotto il 30%, e chi ha un mutuo variabile oggi si trova a pagare anche 300-400 euro in più ogni mese rispetto al 2021, cioè una tredicesima intera bruciata solo per coprire l’aumento degli interessi. In Spagna, che ha un debito pubblico più fragile del nostro, un mutuo costa in media il 3,25%, in Portogallo, che nel 2011 era commissariato dalla Troika, si ottengono condizioni migliori di quelle italiane: noi invece restiamo inchiodati al ruolo di bancomat d’Europa, con tassi più alti, mercato immobiliare paralizzato e giovani coppie costrette a rinunciare alla prima casa. Il risultato è che nel 2024 le nuove erogazioni di mutui in Italia sono crollate del 40%, intere città vedono crollare le compravendite e i proprietari che provano a vendere devono abbassare i prezzi mentre fondi esteri, spesso francesi e tedeschi, comprano immobili a sconto, trasformando il nostro mercato in un salotto di caccia per investitori stranieri. Tutto questo mentre Bruxelles si limita a distribuire vincoli e la Bce alza i tassi con la scusa di combattere un’inflazione che nasce dalle stesse folli politiche energetiche dell’Unione, perché il prezzo del gas schizzato alle stelle dopo la rottura con Mosca è stato il vero carburante della fiammata inflattiva. Eppure a pagare sono sempre gli stessi: gli italiani che sognano una casa e invece si ritrovano strozzati da un’Europa che doveva garantire convergenza e uguaglianza e che invece ha creato cittadini di serie A in Francia e Germania e cittadini di serie B in Italia, condannandoci a pagare di più per avere di meno.

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