Riscaldamento domestico: date e orari da seguire

lunedì, 6 Ottobre 2025
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Con l’arrivo dell’autunno e il calo delle temperature, a Roma e in tutta Italia tornano al centro dell’attenzione le regole per l’accensione del riscaldamento domestico.

Ma quali sono le regole previste per l’accensione del riscaldamento nelle case degli italiani?

Le norme seguono quanto stabilito dal Dpr n. 74 del 2013, che suddivide l’Italia in sei zone climatiche e stabilisce, per ciascuna, periodi precisi di utilizzo dei termosifoni.

Come ogni anno il cronoprogramma varia da zona a zona ed ammette deroghe per situazioni particolari come ospedali, cliniche private o residenze assistenziali, libere di decidere orari e temperature come per gli istituti dell’infanzia, nidi e piscine.

Per condomini e abitazioni, la regola base è quella 20°C al massimo con riscaldamenti accesi solo dopo le 5 del mattino e spenti entro le 23.
A seconda delle esigenze, dei regolamenti condominiali e di eventuali ordinanze comunali sul tema, il monte ore indicato può essere continuativo oppure spezzato: l’importante è che non superi il totale definito per legge.

Le date, zona per zona 

Zona A: a Lampedusa, Porto Empedocle e Linosa, i termosifoni possono essere accesi dal 1° dicembre, per 6 ore giornaliere al massimo, e dovranno essere spenti entro il 15 marzo.

Zona B: ad Agrigento, Catania, Crotone, Messina, Palermo, Reggio Calabria, Siracusa e Trapani, la data di accensione può essere stabilita dal primo dicembre, per un massimo di 8 ore giornaliere, con spegnimento fissato al 31 marzo.

Zona C: a Bari, Benevento, Brindisi, Cagliari, Caserta, Catanzaro, Cosenza, Imperia, Latina, Lecce, Napoli, Oristano, Ragusa, Salerno, Sassari e Taranto i termosifoni potranno essere accesi dal 15 novembre e rimanere tali fino al 31 marzo per un massimo di 10 ore giornaliere. Nella zona ricade anche la città metropolitana di Roma.

Zona D: nelle province di Milano, Ascoli Piceno, Avellino, Caltanissetta, Chieti, Firenze, Foggia, Forlì, Genova, Grosseto, Isernia, La Spezia, Livorno, Lucca, Macerata, Massa Carrara, Matera, Nuoro, Pesaro, Pescara, Pisa, Pistoia, Prato, Savona, Siena, Teramo, Terni, Vibo Valentia, Viterbo termosifoni potranno essere accesi a partire dal primo novembre, per 12 ore al giorno, con spegnimento stabilito al 15 aprile. Sono compresi anche i comuni di Forlì e Forlimpopoli.

Zona E: tocca le province di Alessandria, Aosta, Arezzo, Asti, Bergamo, Biella, Bologna, Bolzano, Brescia, Campobasso, Como, Cremona, Enna, Ferrara, Frosinone, Forlì- Cesena, Gorizia, L’Aquila, Lecco, Lodi, Milano, Modena, Novara, Padova, Parma, Pavia, Perugia, Piacenza, Pordenone, Potenza, Ravenna, Reggio Emilia, Rieti, Rimini, Rovigo, Sondrio, Torino, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Venezia, Verbania, Vercelli, Verona, Vicenza. All’interno di questa zona è possibile accendere i riscaldamenti dal 15 ottobre, per 14 ore al giorno, fino al 15 aprile.

Zona F: è relativa alle zone più fredde del Paese e accorpa i territori di Belluno, Cuneo e Trento dove non sono previsti limiti.

In Zona F sono inclusi anche comuni dell’arco appenninico in cui il clima autunnale e invernale risulta particolarmente rigido. Le aree sono quelle della provincia di Bologna: Lizzano in Belvedere, Porretta Terme e Granaglione, Castel d’Aiano, Loiano, Monghidoro. Provincia di Modena: Frassinoro; Pievepelago; Fiumalbo; Riolunato; Montefiorino, Palagano, Lama Mocogno, Montecreto, Sestola e Fanano. Provincia di Reggio Emilia: Reggio Emilia: Ramiseto; Collagna; Busana; Ligonchio; Villa Minozzo, Toano; Castelnovo ne’ Monti e Vetto. Provincia di Parma: Corniglio; Monchio; Palanzano; Albareto; Borgotaro; Compiano; Bedonia e Tornolo. Provincia di Piacenza: Zerba, Cerignale, Ottone e Ferriere.

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