La madre del 15enne sequestrato e torturato per 17 ore la notte di Halloween da un gruppo di ragazzi di 14, 15 e 16 anni ha rilasciato alcune dichiarazioni al Corriere.
Giacomo – nome di fantasia impiegato nell’intervista per tutelarne l’identità – avrebbe dovuto passare la serata con il nonno. Vi ha rinunciato dopo l’invito da parte di alcuni coetanei ad una festa.
Di lì a poco, avrebbe scoperto l’inganno: i tre lo hanno portato in un appartamento a Torino sequestrandogli il cellulare e picchiandolo.
I minorenni gli hanno poi rasato sopracciglia e capelli utilizzando una lametta e gli hanno spento una sigaretta sulla caviglia.
Subito dopo lo hanno costretto – minacciandolo con un cacciavite – ad uscire di casa e mettersi a petto nudo sotto una fontanella sputandogli addosso e insultandolo. Infine, gli hanno imposto di entrare nel Po. Il ragazzo é stato lasciato andare il mattino seguente. Ma ci sarebbe di più. Quella notte, il 15enne sarebbe stato anche abusato.
Dopo la nottata di torture subita dal figlio, la madre chiede che vengano fermate le spedizioni punitive nei confronti dei ragazzi responsabili delle violenze: “Non rispondiamo a violenza con altra violenza”.
In seguito alla denuncia presentata dalla madre e dal ragazzo, la Procura dei Minori ha aperto un fascicolo per sequestro di persona, violenza privata e violenza sessuale.
Nel frattempo, la donna ha ammonito gli amici del figlio a fermarsi: “Ci sarà giustizia, io continuo a sperare nella legge e confido nelle indagini dei carabinieri. A tutti i ragazzi chiedo di smetterla con gli insulti sui social e con le spedizioni punitive. In questo momento non devono commettere cavolate. Agli aggressori penserà la legge, dobbiamo cercare giustizia e non vendetta”.
Sulle condizioni del figlio la madre ha spiegato: “Non sta bene, cerchiamo di andare avanti ma sappiamo che è stato rovinato a vita. I problemi fisici passeranno, ci sono conseguenze che, a livello psicologico, resteranno per sempre. Gli diciamo che deve andare avanti. Non deve sentirsi diverso né una persona abusata. Ma non è facile”.
La donna ha poi aggiunto: “Giacomo ha subito percosse, violenza fisica e mentale ma anche sessuale. Gli è stato puntato un cacciavite al collo, gli hanno spento una sigaretta sulla caviglia e ha subìto tante altre cose orribili. Sembra un duro perché gli piace mostrarsi in questo modo, ma ha gli occhi spenti ed è ancora sotto choc. Vorrebbe rivedere i compagni e tornare a scuola, giovedì proveremo a fare un tentativo”.
La storia è stata raccontata dalla madre su Facebook: “In quel modo abbiamo smosso più facilmente la situazione”, ha detto.
A spingere Giacomo a fidarsi dei ragazzi é stata la sua genuinità: “Per Giacomo sono tutti amici. Pensa che ogni persona sia il “migliore amico” e non capisce il confine tra la bontà e il male. Non ha la malizia per farlo, è un bonaccione. In questo caso conosceva quelle persone e si è fidato, come fa sempre”.
La donna ha raccontato che quando lei e il marito hanno rivisto il figlio dopo quella notte sono “rimasti shockati”.
Inizialmente, il ragazzo “ha omesso alcuni particolari” circa cosa fosse realmente successo quella notte: “Lo hanno filmato anche mentre subiva abusi sessuali. Si è vergognato e non lo ha raccontato subito, me l’ha riferito in un secondo momento. Lo ha fatto perché probabilmente ne aveva parlato con alcuni amici e a quel punto ha deciso di dirlo anche a me”. A quel punto la madre ha replicato che “non è lui a doversi vergognare ma chi ha commesso certe cose. Giacomo – ha proseguito- può camminare a testa alta, sono gli altri che devono chinare il capo per strada”. Dai genitori degli aggressori, nessuna notizia: “Mi aspettavo un messaggio, non è arrivato nulla”, ha commentato la madre.



